Remigrazione e cori anti Islam: il racconto della piazza (mezza vuota) dei Patrioti. Le voci della base: “Meloni sta facendo poco”. “Trump? Meglio Putin”
In una piazza Duomo mezza vuota, i Patrioti europei si ritrovano per lanciare il loro messaggio: “In Europa padroni a casa nostra”. Sui manifesti non compare la parola remigrazione, ma tra i manifestanti è quella la parola più usata. Ognuno con una sfumatura diversa. C’è chi come il leader leghista Matteo Salvini evoca “un permesso di soggiorno a punti”. E chi come la presidente greca di Foni Logikisdi, Afroditi Latinopoulou vuole “rivalutare l’introduzione della pena di morte nei confronti degli stupratori di bambini e di chi commette crimini efferati”. E poi ci sono i giovani leghisti che saltano sul coro “Chi non salta musulmano è”. Orfani di Orbàn e reduci dalla giravolta su Trump, i patrioti leghisti devono ritrovare la strada e provano a ricompattarsi distinguendosi dagli alleati di governo. “Meloni sta facendo molto poco” dice un leghista bergamasco. “E Forza Italia mette il piede in due scarpe” aggiunge un altro. Ma lo spazio a destra di Meloni, come fa notare lo storico leghista ed ex eurodeputato Francesco Speroni, “è occupato già da Vannacci”.
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