«Siete il volto più bello dell’Italia»: Meloni commuove i 152mila volontari della Croce Rossa. Ecco il messaggio
Parole chiare, forti, delle di Giorgia Meloni, che vanno dritte al cuore dei loro destinatari e a quello di un Paese in continua evoluzione. In occasione dell’Assemblea Nazionale della Croce Rossa Italiana a Roma, la premier ha voluto rendere omaggio ai 152.000 volontari dell’Associazione con un messaggio carico di stima e gratitudine. E allora, definiti come «uno dei volti più belli dell’Italia del volontariato», i membri della Cri sono stati indicati come l’alternativa vivente alla «cultura dello scarto» e all’indifferenza.
Meloni ai volontari della Cri: «Siete uno dei volti più belli dell’Italia del volontariato»
Non per niente, il messaggio che il presidente del consiglio ha inviato alle volontarie e ai volontari della Croce Rossa Italiana in occasione dell’Assemblea nazionale dell’Associazione, in corso oggi a Roma, comincia proprio con queste, testuali parole: «Ci ricordate, ogni giorno, che donarsi all’altro è l’atto d’amore più sincero che si possa fare nella propria vita. Con il vostro impegno, la vostra passione e la vostra dedizione, voi testimoniate quotidianamente che esiste un’alternativa all’indifferenza, al disinteresse, alla “cultura dello scarto”. Siete una presenza costante. Un punto di riferimento per chi vive situazioni di difficoltà, affronta condizioni di vulnerabilità e isolamento sociale, si trova a fronteggiare una crisi improvvisa».
Cri, Meloni ai volontari: «Ci ricordate ogni giorno che donarsi all’altro è atto d’amore»
Non solo. Proseguendo nel suo riconoscimento tra orgoglio e gratitudine, la premier entra nello specifico del plauso e del lavoro quotidiano degli operatori, aggiungendo anche: «Centocinquantaduemila anime generose, disponibili ad essere ovunque per chiunque – riporta il documento firmato da Meloni e letto dalla voce della vice presidente nazionale della Cri, Debora Diodati –. In Italia e nel mondo, la Croce Rossa rappresenta una luce che illumina il cammino, la mano che sostiene, il cuore che ascolta e comprende.
E ancora. «Lo dimostrate ogni giorno sul territorio nazionale con le Officine della Salute, gli sportelli sociali, le Farmacie solidali, le unità di strada, il numero di pubblica utilità, i progetti di inclusione sociale e lavorativa, l’aiuto nelle emergenze e nei disastri naturali, la tele-compagnia e il supporto psicologico da remoto, la distribuzione di beni alimentari e di prima necessità, gli interventi per l’accoglienza e l’assistenza dei migranti, i programmi di supporto e integrazione sociale».
Un presidio contro l’isolamento, dall’Italia ai fronti di guerra
Ma non si tratta solo di un operato limitato all’interno dei nostri confini. Tanto che Giorgia Meloni pone l’accento del riconoscimento del governo per la Cri che ha valicato i confini nazionali, toccando l’impegno nelle zone di conflitto. Così, la premier non manca di citare espressamente l’opera svolta in Ucraina – con la costruzione di case-famiglia per gli orfani –. E in Medio Oriente, dove i volontari operano in contesti in cui la guerra non risparmia niente e nessuno. Parole chiare e un grazie stampato a caratteri cubitale, quelli che Giorgia Meloni indirizza ai volontari della Cri, che si esplicano in passaggi che trasudano riconoscenza e fierezza.
«Siete presenti nelle nazioni colpite dai conflitti, dalle carestie, dalle crisi sociali e sanitarie. Dall’Ucraina, dove avete costruito abitazioni per la popolazione e case-famiglia per i tanti bambini rimasti orfani. Al Medio Oriente, terre nelle quali la guerra non risparmia nessuno, neppure gli operatori umanitari», sottolinea Meloni nel passaggio dedicato all’impegno della Cri oltreconfine e in trincea. Ribadendo: «Siete uno dei volti più belli dell’Italia del volontariato. È l’Italia di cui andiamo più orgogliosi, che ha scritto pagine indimenticabili e ha contributo a rendere grande la nostra Nazione», sottolinea ancora la presidente del Consiglio.
Meloni ai volontari della Cri: il duplice appello per il futuro
In conclusione, il presidente del Consiglio ha rivolto ai volontari un duplice invito. Il primo è quello di rimanere fedeli alla propria identità e ai valori fondanti del loro operato e della lori investitura, motore del loro modus operandi. Il secondo è un richiamo alla resilienza. Asserendo nel congedarsi: «Oggi celebrate l’Assemblea nazionale, e l’invito che mi sento di rivolgervi è duplice. Il primo: rimanete voi stessi. Rimanete fedeli alla vostra identità e ai vostri princìpi fondativi, perché sono il motore e la linfa della buona opera che svolgete ogni giorno». Il secondo: «Preparatevi a nuove sfide perché, la storia ce lo ha insegnato, arriveranno. Fatevi trovare pronti. L’Italia e gli italiani hanno fiducia in voi e sanno che su di voi potranno sempre contare».
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