Giancarlo Abete scende in campo contro Malagò: “Chiederò alla Lnd di candidarmi alla presidenza Figc”
Giancarlo Abete scende in campo contro Giovanni Malagò. Poche ore dopo che la Lega Serie A ha lanciato ufficialmente la candidatura dell’ex numero 1 del Coni alla presidenza Figc, ecco arrivare la contromossa del 75enne presidente della Lega nazionale dilettanti. Si profila all’orizzonte una sfida tra dinosauri delle sport (Malagò ha 67 anni) per prendersi il controllo del calcio italiano, che dimostra ancora una volta di non voler cambiare nulla.
“Chiederò al consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò dalle società della Lega di A. Ovvero, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi prima nella logica di discussione dei contenuti per poi valutare quale è il punto di caduta dei nomi”, ha annunciato Abete a margine della cerimonia di consegna del premio Bearzot, al Coni, in merito alla elezioni del nuovo presidente federale.
“Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggere e valutare il documento Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva nei confronti della Federazione, avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta. C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò. Se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa”, ha spiegato Abete, che è già stato a capo della Figc dal 2007 al 2014. “Ho già convocato gli organi direttivi, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe. Perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l’obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso non c’è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”, ha concluso Abete.
Le elezioni federali si terranno il 22 giugno a Roma. I voti non hanno lo stesso peso, ma assumono un valore specifico proporzionale alla rilevanza della componente rappresentata. Questo il peso dei voti delle delegazioni: Serie A (20 delegati, peso complessivo del 18%), Serie B (20 delegati, 6%), Lega Pro (57 delegati, 12%), Lnd (99 delegati, 34%), Aic (52 delegati, 20%), Aiac (26 delegati, 10%). Se la Serie A vale il 18%, da solo il mondo dei Dilettanti guidato da Giancarlo Abete vale un terzo dei voti. Ora toccherà alle altre componenti decidere come reagire, con la figura ingombrante di Gabriele Gravina sempre sullo sfondo a tessere la sua trama. In gioco c’è il futuro del calcio, ma la partita è tutta politica.
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