“Ciò che mi rimprovero è di non essere mai riuscita a far innamorare davvero una persona di me”: Arisa si confessa tra le lacrime a “Canzonissima”
Nella quarta puntata di Canzonissima, il varietà dedicato ai brani rimasti nell’ombra al Festival di Sanremo, il tema della serata avrebbe dovuto essere il riscatto delle canzoni “snobbate”. Ma a prendersi la scena, ancora prima della musica, è stata Arisa, protagonista di un momento di forte emotività che ha spiazzato pubblico e conduttrici.
Prima di intonare “La notte”, uno dei brani più intensi del suo repertorio, la cantante si è fermata, rompendo la ritualità televisiva e scegliendo la sincerità assoluta. Con la voce incrinata e gli occhi lucidi, ha ammesso: “Ciò che mi rimprovero è di non essere mai riuscita a far innamorare davvero una persona di me”. Una dichiarazione che ha trasformato lo studio in un silenzio carico, più simile a un confessionale che a un palco televisivo.
Il doppio volto di Rosalba e Arisa
Dietro la star si è così riaffacciata Rosalba Pippa, il nome all’anagrafe dell’artista, quella parte più privata e vulnerabile che spesso resta lontana dai riflettori. “Non sono mai stata abbastanza. Io mi comporto con le persone che ho vicino con amore sconfinato e, probabilmente, le persone non sono più preparate a ricevere sconfinato amore, probabilmente gli dà pure fastidio. Ma io non posso cambiare. E mi sono resa conto che Rosalba l’ho dovuta tenere per me perché alla gente non interessa Rosalba. Io ho cercato sempre di mettere da parte Arisa perché avevo paura che potesse creare soggezione, che potesse, insomma, mettere in imbarazzo, potesse far sentire la persona che avevo vicino un po’ così in difficoltà. E quando ho fatto vedere Rosalba, Rosalba poi non è piaciuta. L’amore è molto importante, però l’amore per se stessi lo è di più”, ha aggiunto la cantante, quasi a tracciare una linea netta tra la figura pubblica e la persona.
Solitudine e consapevolezza
Nel suo intervento, Arisa non ha nascosto un sentimento di disillusione, ma nemmeno una resa definitiva. Anzi, tra le pieghe dello sfogo emerge una forma di autodifesa lucida: “Una donna sola può campare, e pure bene”, ha affermato con un sorriso che ha cercato di ricucire la fragilità del momento.
È la fotografia di un cambiamento: dalla ricerca dell’amore come conferma di valore personale, alla riscoperta di un’autonomia emotiva che diventa scelta e non più ripiego.
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