IL TEMPO (L. PES) - «La Champions la voglio io». È Gasp show a Trigoria nella vigilia del match casalingo contro il Pisa che potrebbe rilanciare le poche residue speranze Champions della Roma , soprattutto guardando il calendario delle altre. All'Olimpico arrivano i toscani (fischio d'inizio ore 20.45, diretta Sky e Dazn) ultimi in classifica e tra domani e domenica si scontreranno le concorrenti dei giallorossi con Atalanta-Juve e Como-Inter che danno speranze, ovviamente servono tre punti contro una squadra ormai destinata alla B. Ma Gasperini dopo il fragoroso ko di Pasqua in casa dell'Inter ha voluto mettere diversi puntini sulle «i» scoprendo le carte sui suoi piani per il futuro e restando accorto quando si parla di rapporti interni. «La proprietà non mi ha mai chiesto di andare in Champions quest'anno, l'ho detto io. Abbiamo messo il traguardo poi se ci sono stati gli infortuni, se la squadra non è completa o tutta quella serie di condizioni, ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Il traguardo l'abbiamo messo e vogliamo raggiungerlo, se poi non ci riusciamo, avremo fatto il massimo per cercare di raggiungerlo». Sette partite per la verità con tante curve insidiose e il vantaggio delle rivali che ad oggi sembra abbastanza rassicurante. Ma il tecnico vuole restare sul pezzo fino alla fine, senza rimpianti. «In questo momento pensiamo al presente. Poi dopo quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Poi po-tremmo dire che siamo stati bravi o meno bravi, ma mai che non ci abbiamo provato a metterci tutto». E a proposito di quello che accadrà in futuro, l'allenatore di Grugliasco ha le idee chiarissime sulla direzione da seguire. «L'unico obiettivo è cercare di migliorare le squadre, di farle sempre più forti. Quando le squadre sono più forti e quindi hanno più possibilità di fare risultati, si aggiusta tutto, funziona tutto. Funziona tutto benissimo», riferendosi all'atmosfera all'interno del club e ai rapporti interni. Poi Gasp fa il suo all-in. «Per cercare sempre di migliorare, non bisogna prima pensare a privar-ti di quello che hai, devi capire quello che metti. Negli ultimi due anni sono arrivati 30 giocatori. Di cui, forse 4 o 5 stanno giocando in questo momento, forse meno. Roma ha visto giocatori importanti e squadre importanti, quindi il pubblico li conosce quelli forti, li ha visti. Forse sono più propenso a pochi giocatori piuttosto che a 30 giocatori. Se metti tanti giovani dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra. L'ideale è il target Malen-Wesley. Poi, se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due va bene metterne due. Io la vedo così, come situazione. Poi bisogna realizzarle le cose. Però prima bisogna capire la strada, questo credo sia la cosa più importante». La strada, anche pubblicamente, il piemontese l'ha ormai tracciata e l'intenzione della proprietà è andare avanti insieme con delle difficoltà che certamente si ripresenteranno, ma la crescita del club passa anche per la forza di tirare dritto e salire di credibilità.