STAMPA LOCALE – Vagliasindi: “Siamo ad aprile ed il Catania ancora non trova certezze. Tanti interrogativi, limite temperamentale evidente”
Le parole del giornalista Alessandro Vagliasindi ai microfoni di Telecolor, nel corso di ‘Anteprima Corner’, commentando una serie di aspetti legati alla prestazione del Catania contro il Picerno e alle difficoltà incontrate dalla squadra di Viali. Ecco quanto evidenziato:
“Siamo ad aprile, in genere in questo momento della stagione le squadre hanno delle certezze che si portano poi fino alla fine del campionato. Ad aprile il Catania queste certezze ancora non le ha trovate ed è un fatto molto grave dopo un cambio tecnico, dopo tre partite del nuovo allenatore. Passi che la prima è stata troppo a ridosso rispetto all’avvicendamento in panchina. Passi che la seconda è stata archiviata comunque con un successo a Latina dove ci sono state cose positive ma anche momenti di default. Nella terza non può assolutamente passare non tanto il risultato – che è comunque gravissimo – ma la prestazione, checchè ne dica Viali scadente in relazione al valore di un avversario impelagato nei bassifondi della classifica che in trasferta ha avuto un rendimento più che deficitario e arrivava a Catania probabilmente senza il suo uomo migliore, Kanoute”.
“Il Catania non è riuscito a rientrare in partita dopo l’1-2 realizzato in condizioni del tutto improponibili per quello che ha fatto vedere la difesa nella sua interezza. Dalla palla persa da Miceli, dalla mancata marcatura di Cargnelutti su Abreu al posizionamento della difesa sull’altra situazione dove si consente a Bianchi in mezzo a sette maglie rossazzurre di calciare a rete con lo specchio della porta libero. Sono delle situazioni inconcepibili per una squadra che ambisce ad una posizione importante in vista dei playoff ma che, nel contesto dei 95 minuti di lunedì, ha lasciato tantissimi dubbi per le prestazioni individuali ma anche per l’insieme sotto l’aspetto tattico. Squadra lunga, nella ripresa il copione imponeva una situazione di dominio territoriale quantomeno, ma non lo abbiamo scorto. Si è visto, invece, un Picerno che con ordine e un pò di esperienza ha spezzato il gioco e reso il Catania pressochè inoffensivo se non in sporadiche situazioni”.
“La cosa ancora più grave di questa sconfitta è che questo gruppo una partita del genere l’aveva già vissuta a Potenza contro il Sorrento. In quella occasione parlammo di prestazione oscena ma facendo la considerazione che ci poteva stare un momento di blackout. Evidentemente da quella sconfitta la squadra non ha imparato nulla, anzi in questo caso la prestazione è stata ancora peggiore. C’è un limite evidente di carattere temperamentale che non so quale strumento possa eliminare in vista delle ultime tre gare dove il Catania si gioca il secondo posto – discorso non ancora assolutamente chiuso – affacciandosi ai playoff non sappiamo con quale abito. Oggi ci sono tanti interrogativi e non si capisce quale debba essere la formula per eliminarli prima del rush finale”.
“Le dichiarazioni di Viali nel post-gara non sono assolutamente condivisibili e penso che lui sia rimasto sorpreso dal cambio modulo del Picerno, che aveva sempre giocato con la difesa a quattro ed invece è venuto al ‘Massimino’ giocando con il 3-5-2, memore di quello che avevano fatto altre squadre che hanno imbrigliato recentemente il Catania come Casarano, Casertana e Cerignola. Il Picerno ha letto preventivamente la possibilità di sfruttare questo tipo di atteggiamento di altre squadre”.
“Ierardi era stato giustamente sostituito a Latina per una prestazione assolutamente negativa, non ho capito il motivo per cui Cargnelutti e Miceli sono rimasti in campo nella ripresa quando, nel primo tempo, entrambi avevano manifestato chiaramente di non essere in giornata. Inoltre Di Noia non penso sia adatto per un centrocampo a due. Quaini in 15-20 minuti non poteva trasformare la squadra ma si è subito fatto sentire in fase di riconquista palla. Viali ha sottolineato proprio l’incapacità della squadra di fare una riconquista palla alta contro il Picerno, andando gradualmente a schiacciarsi il Catania verso il basso. Se tu hai uno specialista nella riconquista del pallone e lo tieni in panchina, non puoi rammaricarti a fine partita su una specificità che non ti ha dato risposte sul campo. Quaini ha messo il suo mattoncino in campo, parliamo di un giocatore che negli anni si è ritagliato un suo spazio”.
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