“Non gli bastano più i plastici, gira direttamente i reality”: Bruno Vespa con camice e mascherina tra gli ustionati del Constellation, è polemica per lo speciale “La passione di Crans” in onda il Venerdì Santo
“Non ho mai visto niente di più imbarazzante e vergognoso”, “Se fossi il papà di uno di quei poveri ragazzi non so come reagirei a uno sch**o simile”, “Non gli bastano più i plastici, gira direttamente i reality”. Sono solo alcuni dei commenti apparsi in rete alla visione de “La Passione di Crans”, lo speciale di “Porta a Porta” andato in onda ieri sera alle 20.30 su Rai 1 per ricordare la strage di Capodanno di Crans-Montana, nella quale sono morti 41 ragazzi e ragazze. Bruno Vespa ha indossato il camice e la mascherina chirurgica ed è entrato nel centro grandi ustionati del Niguarda di Milano dove sono stati assistiti 12 dei 13 feriti italiani.
Bruno Vespa tra gli ustionati della strage di Crans-Montana
In occasione del Venerdì Santo, e poco prima di passare la linea alla Via Crucis del Papa al Colosseo, il primo canale di Viale Mazzini ha dato spazio alle giovani vittime, alle famiglie e ai superstiti segnati per sempre. “La Via Crucis di chi non ce l’ha fatta e di chi si è aggrappato a una vita che non sarà mai più la stessa”, si legge in una nota Rai diffusa per promuovere lo speciale. Il giornalista si è addentrato in quei corridoi dove diversi giovani hanno lottato tra la vita e la morte e si sono sottoposti a numerose operazioni nella speranza di riappropriarsi di una pelle che se anche dovesse tornare come prima, sicuramente conserverà nel cuore le cicatrici di un dolore incancellabile. “Ho avuto paura subito, e poi quando alcuni di questi ragazzi non reagivano come si voleva e quindi ad esempio si cercava di stubarli, stavano 2 ore senza tubo e poi bisognava rintubarli perché non ce la facevano” ha raccontato il Direttore del centro ustioni Niguarda, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis. “Tutte le sere quando tornavo a casa mi sentivo perso, perché mi aspettavo il giorno dopo di avere buone notizie e a volte queste non arrivavano”.
Le testimonianze dei superstiti e dei familiari delle vittime
Il giornalista ha incontrato la madre di Chiara Costanzo, 16 anni, una delle vittime italiane: “Per me era uno spettacolo. Mi riempiva di orgoglio, pensavo avesse preso il meglio di me e di mio marito”. Filippo, 15 anni, è invece uno dei sopravvissuti: “Ho visto tutto nero e pensavo di essere morto” ha raccontato a Bruno Vespa, “però mi ricordavo di avere un crocifisso al collo, l’ho stretto e ho iniziato a pregare. Avevo fiamme sulla schiena e sul lato sinistro del corpo. Non riuscivo a mettere le mani in tasca per prendere il telefono perché erano spellate e perdevano un sacco di sangue. Per uscire mi sono buttato sui corpi che c’erano”. Filippo conserva ancora i jeans che indossava quella sera: “Voglio ricordare”, ha ammesso.
Tra le altre testimonianze anche quella di Ilaria, mamma del 14enne Antonio, anche lui sopravvissuto alla strage de Le Constellation. “Mio figlio ci ha chiamato. Ha detto: ‘Papà vieni perché io sto bruciando’” ha ricordato la madre. “Noi abitiamo molto vicini al locale, mio marito l’ha recuperato e accompagnato a casa. Ha visto l’inimmaginabile, i vigili del fuoco erano inermi, secondo noi non molto esperti. Mio marito è entrato e ha tirato fuori dei ragazzi, a quel punto i vigili del fuoco si sono svegliati dallo choc e hanno transennato impedendogli di rientrare nuovamente”.
Le reazioni del web allo speciale di Bruno Vespa
Sul finire dello speciale, Bruno Vespa ha domandato al Professor Preis qual è stato il momento in cui ha ritrovato il sorriso: “Quando ho visto tanti di questi ragazzi tornare a casa. Forse riusciremo in breve tempo a riportarli tutti alla loro vita quasi normale”. Tra gli ultimi frame dello speciale di “Porta a Porta” l’abbraccio commosso tra il giornalista e la mamma di Chiara Costanzo. “Io mi auguro che quest’indignazione unanime si traduca anche e soprattutto in zero ascolti”, ha twittato qualcuno. I dati Rai parlano di 3 milioni e 520mila telespettatori sintonizzati nell’access prime time su Rai 1, con il 19,4% di share. “È la tv del dolore”, ha sentenziato qualcun altro.
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