Lombardia, vola l’export del vino: + 7,1%. Aumentano anche produzione e occupati
MILANO. La Lombardia arriva all’appuntamento del Vinitaly 2026 con il vento in poppa: vola, infatti, l’export del vino che nel 2025 fa registrare il record storico di 331,5 milioni di euro, in crescita del 7,1% sul 2024 e in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale (-3,7%) e in tutte le principali regioni esportatrici.
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Gli interventi
I dati sono stati illustrati giovedì 2 aprile, a Palazzo Lombardia, alla presentazione del padiglione regionale al prossimo Vinitaly del 12-15 aprile.
«Vinitaly è per la Lombardia una vetrina strategica, una grande piattaforma perché ci consente di presentare al mondo non solo l’eccellenza dei nostri vini, ma anche la qualità dei territori» ha detto il presidente Attilio Fontana. Ai dati incoraggianti sull’export si affiancano quelli della produzione: dopo un 2024 difficile, segnato ad esempio dall’emergenza peronospora in Oltrepò, lo scorso anno la vendemmia si è chiusa con una produzione di 1 milione di ettolitri, ovvero oltre 143 milioni di bottiglie potenziali, in crescita del 16,3% rispetto al 2024. E oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle denominazioni, a fronte di una media nazionale che si ferma al 74%. «Questi dati - ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi - sono il risultato di un lavoro strutturato sulla qualità, sull’organizzazione della filiera e sulla capacità di sfidare i mercati internazionali». Beduschi ha ricordato anche l’impegno di Regione a sostegno dell’innovazione e della sostenibilità del comparto tramite la misura Ocm Vino, pari a 3,7 milioni di euro, che ha attivato oltre 9,3 milioni di euro di investimenti complessivi. Buone notizie anche sul fronte occupazionale, con gli addetti al comparto vitivinicolo in aumento dell’8,2% negli ultimi dieci anni: «La sfida è continuare a investire in qualità, innovazione e promozione, rafforzando il posizionamento della Lombardia sui mercati internazionali, sostenendo le quasi tremila imprese vitivinicole lombarde che oggi garantiscono lavoro stabile a circa 6.500 addetti, a cui si aggiungono migliaia di lavoratori stagionali» ha ribadito il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio.
Il vino, però, non è solo produzione, ma anche turismo, esperienza, cultura. Per questo, al Padiglione Lombardia a Vinitaly, l’assessorato al Turismo offrirà al visitatore un’esperienza interattiva attraverso la quale scegliere un vino lombardo e vedere il territorio da cui nasce, attraverso immagini, suoni ed atmosfere.
«Sempre più i viaggiatori scelgono le destinazioni partendo dall’enogastronomia. Portare le persone nei luoghi della produzione significa creare valore e costruire futuro», ha sottolineato l’assessora Debora Massari. Mentre l’assessora alla Cultura, Francesca Caruso, ha ricordato che «padiglione Lombardia vuol essere luogo che racconta un modello di sviluppo, che mette al centro qualità e trasmissione di conoscenza». Numeri in crescita, infine, per la rassegna veronese, come ha spiegato il direttore generale di VeronaFiere, Gianni Bruno: oltre 4mila gli espositori, in 18 padiglioni, attesi poco meno di 100 mila operatori nelle quattro giornate di apertura, di cui un terzo provenienti dall’estero.
