Walter Monti racconta Kelly Doualla: “Non ci fasciamo la testa, allenamenti non aumentati. 4×100? Impossibile quest’anno”
Walter Monti è stato l’ospite speciale dell’ultima puntata di Sprint Zone, trasmissione di approfondimento sull’atletica leggera condotta da Ferdinando Savarese e trasmessa sul canale Youtube di OA Sport. L’allenatore di Kelly Doualla ha tracciato un bilancio della stagione indoor vissuta dall’enfant prodige azzurra, capace di qualificarsi per i Mondiali indoor assoluti a soli 16 anni superando poi un turno nella rassegna iridata in sala di Torun e fermandosi in semifinale.
“Siamo andati a Torun per imparare, e penso che sia stata una bella tappa per la crescita di Kelly. Abbiamo sicuramente imparato, abbiamo osservato, abbiamo guardato e lei soprattutto ha vissuto appunto questa prima esperienza con la nazionale assoluta. Rispetto alla nazionale giovanile cambia dal giorno alla notte, e lei in primis ha potuto appunto constatare cosa vuol dire fare atletica nel mondo dei grandi“, dichiara Monti.
Sulla preparazione invernale di Doualla: “È stato un inverno un po’ complicato. Lei è stata male, come un po’ tutti quelli del nostro gruppo, però con un’influenza strana. Diciamo che io l’ho vista il 12 dicembre e poi l’ho rivista a Formia il 2 gennaio. Quindi ci attacchi la malattia, ci attacchi poi le vacanze di Natale in cui ha avuto la fortuna quest’anno di andare a trovare dei parenti fuori dall’Italia, quindi per tre settimane di fatto non si è allenata. Ci siamo ritrovati quindi a inizio gennaio un po’ alla rincorsa. Poi però è andato tutto bene, compatibilmente con quelle che sono appunto le condizioni con cui si devono sempre allenare degli atleti che abitano a Milano e dintorni, nel Nord Italia durante il periodo invernale. Chi ha i mezzi e le possibilità fa bene ad andare a Tenerife o fare preparazione in posti adeguati. Noi ovviamente non abbiamo la possibilità perché Kelly va a scuola, io lavoro, e per mille motivi, quindi facciamo allenamento a Milano, cercando magari di anticipare gli allenamenti alle tre. Comunque diciamo che di fatto allenamenti tipo il traino sono più le volte che è saltato quest’inverno che le volte che poi siamo riusciti a farlo“.
Sui riscontri cronometrici di quest’inverno nei 60 metri: “Ci aspettavamo di meglio nella stagione. Nell’arco delle quattro gare che lei ha fatto, noi pensavamo che potesse valere meno sinceramente. Nella semifinale di Torun no, perché c’era l’emozione di un Mondiale, mentre al mattino Kelly fa molta fatica a carburare. Ci sono atleti che al mattino vanno meglio, ma la maggior parte vanno meglio la sera. Kelly è una che dorme, se può dormire dorme fino alle 11.00. Quindi aver fatto quel 7.27 al mattino in batteria lasciava presagire che potesse fare meglio la sera, però ovviamente bisogna sempre tener conto di tante cose, siamo in una semifinale di un Mondiale e quindi non si possono fare calcoli, però sicuramente il tempo che noi ci aspettavamo quest’inverno era un po’ meglio di 7.21, ma non ci fasciamo assolutamente la testa. Sappiamo anche che i miglioramenti nei 60 ovviamente sono più difficili rispetto sicuramente ai 100 metri. Nei 60 secondo me i miglioramenti sono dovuti soprattutto ad una maggiore quantità di forza che uno riesce ad acquisire con gli allenamenti. Noi per quest’anno ancora forza non ne stiamo facendo, quindi di fatto non siamo assolutamente e minimamente preoccupati“.
“Se noi contiamo che Kelly ha raggiunto queste prestazioni allenandosi quattro volte a settimana in pista ed una volta con il fisioterapista, mi fa pensare che aumentando la quantità degli allenamenti negli anni a venire i progressi ci possano tranquillamente essere. Vorrei rassicurare tutti su questo, la mia filosofia non è cambiata. Non abbiamo intensificato gli allenamenti, assolutamente no. Io rimango fedele a quella che è la mia posizione, quindi lei quest’anno continua a fare i quattro allenamenti in pista e ed uno con il fisioterapista Marco Tabone, quindi non è cambiato niente e non cambierà niente nel corso di tutta la stagione outdoor. I miglioramenti spesso sono dovuti alla crescita fisica e Kelly fisicamente è sempre stata un pochino più avanti rispetto alle coetanee. Poi negli allenamenti, nella quantità e nella qualità degli allenamenti, secondo me da questo punto di vista per quello che riguarda l’allenamento di Kelly può essere fatto tantissimo, c’è un mondo con cui Kelly ancora si deve scontrare e mettere alla prova in allenamento, perché nonostante i grandi risultati ottenuti gli allenamenti sono sempre quelli, al di sotto addirittura degli altri allievi che alleno io. Non ragioniamo con il risultato a breve termine, perché con Kelly ci piace ragionare con il risultato a lungo termine, quindi cercare di preservarla il più possibile per poi farla arrivare quando sarà il momento giusto nelle condizioni di potersi allenare 6-7-8 volte a settimana senza problemi, senza intoppi con la giusta tecnica. Quindi questo è quello che noi stiamo cercando di fare. L’anno prossimo sarà junior, ovviamente intensificheremo e cambieremo anche la metodologia d’allenamento perché ormai avrà quasi 18 anni e quindi sarà anche un’atleta probabilmente professionista, quindi insomma cambieranno un bel po’ di cose con la stagione successiva“, spiega il coach della 16enne lombarda.
Sui progressi effettuati nell’ultimo anno e mezzo: “Secondo me è migliorata tanto sulla fase lanciata. Se nella prima fase i miglioramenti negli ultimi 18 mesi sono stati pochi, perché comunque di forza non ne abbiamo fatta e siamo arrivati alla sua forza naturale in ciò che riesce ad esprimere dai blocchi in accelerazione, però invece sulla fase lanciata abbiamo ancora tantissime cose da migliorare, ma avendone già migliorate alcune secondo me è più facile che lei riesca appunto ad ottenere dei benefici anche a livello cronometrico. Non avevo mai visto tempi di reazione così alti di Kelly come ho visto in queste indoor. In quella famosa gara da 7.21, la finale degli Italiani, lei ha avuto 0.180, un tempo di reazione veramente alto per Kelly, che è sempre stata una da 0.150 o 0.160 al massimo come una velocista deve essere. Quest’inverno ha avuto tempi di reazione un pochino più lunghi, poi anche in allenamento io l’ho vista un po’ meno briosa sicuramente nella prima fase, e invece sono assolutamente tranquillo per ciò che riguarda invece la fase lanciata. Adesso la sto vivendo più come una centista che non come una sessantista. Poi magari i risultati non mi daranno ragione, però sono convinto che nei 100 metri potrà fare bene“.
Sugli obiettivi principali della stagione all’aperto, in cui spicca il Mondiale Juniores a Eugene: “Sicuramente sarà un altro tassello fondamentale per la crescita di Kelly, perché i Mondiali U20 sono in America, quindi un altro fuso orario, cose che ad esempio Kelly non ha mai provato, quindi affronterà avversarie extra-Europa come già successo ai Mondiali indoor, ma a Eugene avranno magari un paio di anni in più di te ecco, quindi in teoria sulla carta potrebbero essere un pochino più abbordabili. Sarà sicuramente un bel banco di prova per Kelly. Penso e spero che sia un’esperienza dalla quale si possa tornare ancora più arricchiti“.
Walter Monti si è espresso così infine a proposito di un eventuale inserimento di Doualla nella 4×100 assoluta dell’Italia nel corso di questa stagione: “Quest’anno purtroppo è impossibile, perché abbiamo messo giù un programma di allenamento ed una pianificazione della stagione outdoor, e avendo avuto una stagione indoor così lunga, avendola portata fino a fine marzo, è oggettivamente impossibile, non c’è proprio spazio quest’anno. Quindi staremo nel nostro, nella nostra realtà giovanile che è tuttora quella di Kelly. È quella in cui Kelly vive, si confronta ed è quella dove, secondo me, in questo momento è giusto che lei stia. Abbiamo messo la testina nel mondo dei grandi, abbiamo visto che è bellissimo, però c’è ancora strada da fare per poter stare lì dentro come vuole prima di tutto Kelly. Quindi lavoriamo a testa bassa e andiamo avanti così“.
