La dura verità sul fenomeno Kimi Antonelli: con la Ferrari non sarebbe arrivato in Formula Uno
Tutti pazzi per Kimi Antonelli, giovanissimo talento italiano alla guida della Mercedes. Un predestinato. Gian Carlo Minardi è tutt’altro che sorpreso dal pilota 19enne, che ieri in Giappone ha vinto il suo secondo Gp di fila ed è balzato in testa al Mondiale piloti.
“Ecco perché con la Ferrari non sarebbe in Formula Uno”
A parlare di lui l’omonimo fondatore del team Minardi, tra i primi scopritori di Kimi Antonelli, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, dopo la vittoria a Suzuka del 19enne bolognese, ora leader del mondiale di Formula 1. Sul fatto che Antonelli stia facendo le fortune della Mercedes e non della Ferrari, Minardi commenta: “Innanzitutto ha 19 anni, vedremo cosa succederà in futuro. Credo sia stata una scelta fortunata, perché se fosse stato in Ferrari oggi non sarebbe in F1 e non avrebbe vinto due Gran Premi. Godiamoci il momento, ascoltando l’inno di Mameli, non importa da che parte viene. Questa è la realtà: se fosse andato nell’Academy Ferrari, probabilmente non sarebbe arrivato in F1, indipendentemente dalle qualità tecniche della Ferrari. La Mercedes ha fatto una scelta difficile come far debuttare un giovane di 18 anni l’anno scorso, ma la storia mi insegna che sarebbe stato difficile vedere Antonelli a 19 anni debuttare in Ferrari”.
“Kimi Antonelli a 10 anni era già un fenomeno”
“Fu a un Summer Kart della Federazione – dice Minardi – Kimi aveva poco più di 10 anni. Mio figlio in particolare si accorse che c’era la stoffa, c’era qualcosa di diverso in questo ragazzo. Bisogna godersi solo questo momento spettacolare dell’automobilismo italiano. Sognare non costa niente, ma c’è tanto lavoro da fare. In un attimo si va dalle stelle alle stalle, quindi rimaniamo coi piedi per terra, godiamoci questo momento. Certamente è un talento naturale, ci farà divertire, ma deve fare esperienza, che purtroppo non si compra al supermercato. Ha tutti i crismi per poterlo fare, lasciamolo lavorare”.
“Freddezza, fermezza mentale, Kimi è un pilota fantastico”
E ora un mese da vivere in testa alla classifica del mondiale, in attesa del prossimo appuntamento a Miami: “La partenza di ieri ha dimostrato ancora una volta la sua freddezza e la sua fermezza mentale, si è messo subito su un ritmo gara fantastico. È stato l’unico che ha fatto tanti giri sotto l’1.33.00. Al di là della fortuna del pit stop ritardato, avrebbe comunque dominato la gara. Adesso arriva un mese che sarà di aiuto a tutti i team: andranno ad analizzare tutti i dati raccolti finora per migliorare il futuro di questa nuova Formula 1 che qualche crepa ce l’ha. Vedremo – conclude Minardi – chi sarà il migliore a recuperare rispetto a una Mercedes che al momento sembra imbattibile”.
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