Jannik Sinner stabilisce un nuovo primato con la finale raggiunta a Miami
Jannik Sinner continua a riscrivere i limiti del tennis moderno con una prestazione che, più che una semifinale, sembra un manifesto di superiorità. Sul cemento di Miami, l’azzurro ha superato Alexander Zverev con un 6-3 7-6 (4), ma il punteggio racconta solo in parte la portata della sua prova.
Sinner è stato impenetrabile nei momenti chiave: due sole palle break concesse, entrambe annullate con autorità. Al servizio ha dominato, piazzando 15 ace complessivi, con un’accelerazione impressionante nel finale — 6 ace negli ultimi 11 punti al servizio — a testimonianza di una fiducia e di una precisione ormai fuori scala.
Questa vittoria lo proietta nella sua quarta finale a Miami su appena cinque partecipazioni, un dato che certifica un feeling speciale con il torneo. Ancora più significativo è il traguardo complessivo: undicesima finale in carriera in un Masters 1000, con la concreta possibilità di conquistare il settimo titolo nella categoria contro Jiří Lehečka.
Ma il dato che davvero lo colloca in una dimensione storica riguarda la continuità: dall’introduzione del formato Masters 1000 nel 1990, nessun giocatore prima di lui era riuscito a raggiungere tre o più finali consecutive senza perdere nemmeno un set. Un dominio netto, progressivo, quasi inevitabile.
Ora, all’orizzonte, c’è un obiettivo che profuma di leggenda. Domenica Sinner avrà l’occasione di completare il Sunshine Double — la vittoria consecutiva tra Indian Wells e Miami — impresa che nel circuito maschile manca dal 2017, quando a riuscirci fu Roger Federer.
