Missili, boom senza precedenti: cosa sta preparando davvero l’Occidente
Servono sempre più missili per contrastare le minacce, specialmente quelle aeree, così l’industria sta accelerando ulteriormente la produzione da entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico. Durante la conferenza stampa annuale di Mbda, svoltasi il 26 marzo a Parigi, il numero uno della multinazionale Éric Béranger ha sottolineato la posizione del gruppo europeo come principale fornitore globale di sistemi d’arma avanzati e innovativi.
Béranger ha evidenziato la capacità dell’azienda di soddisfare le crescenti richieste di produzione, raddoppiata tra il 2023 e la fine del 2025, prevedendo un ulteriore aumento del 40% per il 2026. Il Ceo di Mbda ha dichiarato: «Il continuo e vincente ramp-up industriale è stato un importante risultato per l’azienda nel 2025, e sottolinea le sfidanti realtà che affrontiamo. Oggi siamo più che mai essenziali per l’Europa come risorse chiave per la resilienza e la difesa collettiva del continente, che offre alle nostre forze armate gli strumenti migliori per proteggere ciò a cui teniamo maggiormente: le nostre libertà, il nostro modello democratico e i nostri valori».
Il record di investimenti di Mbda in missili
Lo scorso anno, il gruppo ha registrato ricavi pari a 5,8 miliardi di euro, e ieri ha annunciato un piano d’investimenti raddoppiato rispetto a quello annunciato nel 2025, che si attesta ora sui 5 miliardi di euro, da spendere in ambito europeo nel periodo 2026-2030. Ci sarà quindi un ulteriore aumento della produzione del 40%, previsto entro dicembre. I ricavi 2025 sono stati pari a 5,8 miliardi di euro; il portafoglio ordini (2025) è di 44,4 miliardi e gli investimenti pianificati sono di 5 miliardi nel periodo 2026-2030, con la previsione di 2.800 nuove assunzioni nel 2026. Ricordiamo che Mbda è controllata da Airbus (37,5%), da Bae Systems (37,5%) e dalla nostra Leonardo (25%).
La corsa americana alle armi
Intanto, nella stessa giornata, il Pentagono ha annunciato tre accordi quadro con importanti produttori del settore della difesa, per incrementare la produzione e la consegna di sistemi e componenti missilistici. Sono coinvolte Lockheed Martin, Bae Systems e Honeywell Aerospace, le quali accelereranno la produzione di componenti missilistici, inclusi gli intercettori balistici.
Michael Duffey, sottosegretario alla Guerra Usa per le forniture, ha dichiarato: «Attraverso questo accordo, stiamo costruendo attivamente l’Arsenale della Libertà con rapidità e urgenza, consentendo all’industria di investire nella produzione e costruendo un vantaggio decisivo e duraturo per i nostri militari, per superare qualsiasi potenziale avversario».
I missili più avanzati
Lockheed Martin quadruplicherà i livelli di produzione del missile Precision Strike, effettore usato per la prima volta in combattimento contro obiettivi iraniani nell’Operazione Epic Fury. Jim Taiclet, Presidente e Ceo dell’azienda, ha commentato: «Lockheed Martin fornisce le capacità di fuoco di precisione avanzate di cui i militari hanno bisogno, incluso il Precision Strike Missile (Prsm), che amplia la capacità di attacco in profondità». Si tratta, in questo caso, di un missile con funzionalità Gps avanzate, che può colpire bersagli fissi o in movimento, anche in mare, a circa 400 km di distanza, e che è lanciabile dai mezzi su ruote M142 Himars. L’azienda collaborerà con la britannica Bae Systems, per incrementare di quattro volte la produzione del missile intercettore Thaad (Terminal High Altitude Area Defense).
Infine, Honeywell aumenterà rapidamente la produzione delle componenti missilistiche più critiche, come i sistemi di navigazione, gli apparati per guerra elettronica da installare su velivoli, e missili aria-aria a medio raggio avanzati (Amraam), nonché degli attuatori che controllano le piccole ali dei missili, permettendo le manovre in volo.
