La ministra del Turismo Daniela Santanchè si è dimessa
Si è dimessa la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Lo ha annunciato lei stessa in una lettera. Nella giornata di ieri avevano lasciato i rispettivi incarichi anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e la capa di Gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi.
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La lettera
«Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte a una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto, solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che a oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
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Ieri, forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo), ti ho rappresentato la mia non disponibilità a una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum, sia perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente e assai diversa che ha riguardato l’On. Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco” e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento».
L’addio poco prima della sfiducia
Le dimissioni di Santanchè arrivano con qualche giorno di anticipo rispetto alla mozione di sfiducia nei suoi confronti, proposta dalle opposizioni e calendarizzata lunedì 30 marzo. Una mozione che, se votata anche dalla sua maggioranza, sarebbe potuta passare e sarebbe stata solo la seconda volta nella storia, dopo il caso dell’ex ministro della Giustizia del Governo Dini Filippo Mancuso nel 1995.
