Gianluca Cadenasso vince ad Asuncion il suo primo Challenger
L’avevamo scritto solo pochi giorni fa che Gianluca Cadenasso ci sembrava un po’ provato dalla sua interminabile trasferta sudamericana e le due eliminazioni al primo turno in Brasile e Cile sembravano confermare questa impressione. Ma probabilmente avevamo sottovalutato la grinta e la determinazione del 21enne tennista genovese che al Challenger 75 di Asuncion (Paraguay, terra battuta) ha fatto capire a tutti come la sua voglia di emergere sia la migliore cura per ogni forma di stanchezza.
Infatti è arrivato in finale letteralmente dominando e cedendo un solo set (4-6 6-1 6-0) nella semifinale contro il coetaneo argentino Lautaro Midon (n.225), un mese fa finalista nel primo Challenger di Tigre. Nell’atto decisivo ha trovato dall’altra parte della rete il mancino uruguaiano Franco Roncadelli che, ci perdonerete la debolezza, è uno dei nostri beniamini. Tempo fa scrivemmo di lui e il titolo era più o meno ‘Pedalando con orgoglio nelle retrovie’. Il ragazzo è nato 26 anni fa a Montevideo e il 2024 è stata la sua stagione migliore, con 4 titoli ITF, gli unici nella sua bacheca.
Di chiare origini italiane, lingua che però non parla come ci ha confermato ridendo qualche anno fa, e nemmeno ricorda chi dei suoi antenati intraprese il viaggio di sola andata dall’Italia. Certo non il nonno Hector Silva che negli anni 60 giocò a calcio nella nazionale dell’Uruguay. Anche lui in realtà gioca in nazionale, titolare in Coppa Davis, a testimonianza di una degnissima carriera di onesto gregariato che sarebbe molto impreziosita da una sua eventuale prima vittoria a livello Challenger. Il problema è che sarebbe la prima vittoria anche per Cadenasso, anche lui nostro beniamino…anzi di più.
La cronaca della finale di Asuncion
Il match inizia, tra break e contro-break, con l’azzurro che tenta la fuga ma è solo allo sprint che riesce a prevalere nel tie-break per 7/5 dopo un’ora e un quarto di partita. Intanto sul centrale del Club Internacional de Tenis di Asuncion sono calate le prime ombre della sera e il pubblico, discretamente numeroso, sventola furiosamente i ventagli per contrastare un’umidità che sembra davvero fastidiosa. Cadenasso parte forte anche nel secondo parziale e con una palla corta pazzesca ottiene l’ennesimo break (alla fine saranno cinque). Il doppio break del 3-0 ha tutta l’aria di una sentenza e infatti il match termina poco dopo col punteggio di 7-6(5) 6-0 in 1 ora e 47 minuti.
Mentre si lascia cadere felice sul campo centrale, impastandosi di terra rossa, Gianluca deve pensare che si stanno finalmente realizzando i suoi sogni e che probabilmente questo sarà solo il primo di tanti altri trofei che seguiranno. E sicuramente pensa anche che l’aereo che prenderà a breve non sarà quello che lo riporta a casa, dopo un mese di tornei, ma bensì in Brasile dove da lunedì sarà in campo nel Challenger 100 di San Paolo. Intanto si gode il suo nuovo best ranking alla posizione che dovrebbe essere la numero 224 ATP. Ci piace comunque ricordare che anche Roncadelli migliora il proprio best salendo al n.271, e noi siamo felici anche per lui.
Challenger: Stefano Travaglia vince a Zadar
Al Challenger 75 di Zadar (terra battuta) l’ascolano Stefano Travaglia aveva raggiunto l’atto conclusivo del torneo finale superando in semifinale (7-6 6-3) un altro enfant du pays, quel Matej Dodig (n. 214) che a soli 20 anni ha già vinto il Challenger di Trieste, nello scorso mese di luglio. Ma se l’ascolano un po’ ha faticato in semifinale, poi la finale è stata di tutto riposo perché è durata appena un quarto d’ora in virtù del ritiro del francese Arthur Gea (n. 144 ATP) sul punteggio di 2-1 40-0 in favore dell’italiano.
Niente in realtà lasciava presagire una fine così repentina se non una certa rigidità nel servizio da parte del francese che è sembrato soffrire di problemi alla schiena. Probabilmente al nativo di Carpentras non hanno giovato le tante ore passate in campo in un torneo in cui è stato costretto a giocare match molto impegnativi risoltosi tutti, tranne uno, al terzo set. Buon per Travaglia che mette così in bacheca senza colpo ferire il suo settimo titolo Challenger che dovrebbe permettergli di risalire al n. 141 ATP.
