Jasmine Paolini eliminata a Miami, Ostapenko vittoriosa in un match thriller
Jelena Ostapenko vince uno dei match più intensi della stagione fino a questo momento sul circuito WTA. La lettone batte Jasmine Paolini al terzo turno del 1000 di Miami con il punteggio di 5-7 6-2 7-5 al termine di due ore e 35 minuti in cui sia l’una che l’altra hanno sfoderato ognuna il proprio tennis dando vita a uno scontro davvero ricco di variabili. Per Ostapenko ora una tra l’ucraina Elina Svitolina e l’americana Hailey Baptiste. Paolini, che difendeva la semifinale in questo torneo, comunque è destinata a rimanere nelle 10 (come ottava o, alla peggio, nona).
Pronti via e c’è già il break ai vantaggi da parte di Ostapenko, evidentemente in chiaro buono stato anche se Paolini non si fa di certo intimorire. E, difatti, arriva l’immediato recupero dell’azzurra, che risale da 30-0 e sfrutta un dritto avversario in rete. Tra i vincenti di dritto della lettone e il tennis più ragionato dell’italiana c’è spesso lotta, con Paolini che sul 2-2 annulla una palla break con un ace e poi chiude un game durissimo. Ostapenko ha da ridire per qualcuno che parla troppo forte fuori dal campo, s’irrigidisce e manda palle dappertutto: 4-2 Jasmine, che poi conferma il vantaggio annullando due chance di controbreak. Poi, però, è difficile anche la situazione sul 5-3: un set point annullato da una gran risposta, un altro dritto-bomba di Ostapenko e 5-4. Paura? Nessuna: dopo un altro game durissimo è la toscana ad avere di nuovo il set point. Stavolta le cose cambiano: Jasmine difende tutto e poi trova il passante incrociato di dritto del 7-5, con la lettone che si avvolge la testa nell’asciugamano 15 secondi dopo.
Neanche il tempo di uscire dal parziale d’apertura che la rabbia (solo sportiva, fortunatamente) di Ostapenko si riversa tutta in tre ottimi game, quelli iniziali del secondo set. Che, poi, sono quelli che portano la lettone sul 3-0 in modo immediato. Paolini non è però lì per arrendersi e uno dei due break lo recupera subito, a 15, continuando sia a mostrare un buon tennis che a reggere, quando possibile, le non occasionali bordate della sua avversaria. La quale, però, ormai è riuscita a sbloccarsi e non accenna a diminuire velocità e, in questa fase, precisione dei propri colpi, tanto da salire sullo 0-40 nel settimo game: il servizio lo toglie a 30, poco dopo arriva il 6-2 e il match si allunga.
Si riparte con Ostapenko che continua a spingere e Paolini che qualche errore di troppo lo commette, regalando a 15 il break in apertura di terzo parziale. In pratica è il via libera a una serie di colpi impressionanti da parte della lettone, ora diventata quasi inafferrabile in tema di fiducia. Per la lettone un’autentica sfuriata che le vale il 4-0 con 16 dei primi 19 punti vinti. L’italiana, però, non molla facilmente, continua a trovare buona spinta da fondo e, pian piano, riesce a ricostruire tutta la situazione. 4-1, poi 4-2 e ancora 4-3 con un unico break di svantaggio per restare nelle possibilità di crederci. Sul 5-4 Ostapenko trema e, sotto pressione, cede a 30 la battuta. Si riapre così in modo completo il match, solo che il game successivo vede la lettone spingere con tutto quel che ha per strappare un’altra volta la battuta alla toscana e andare sul 6-5. Sul 15-15 clamoroso errore di Jasmine, che su nastro che le appoggia la palla a campo aperto manda lungo il dritto. Arrivano due match point per l’ex campionessa del Roland Garros, che però li butta entrambi (di cui uno con doppio fallo). Il terzo match point, però, è quello buono: ace numero 12, finita.
Al di là di tutto, conta che per Paolini, che stavolta non riesce a sfruttare come vorrebbe la prima (69,6%-50,8% Ostapenko per quanto riguarda i punti vinti con essa), la questione si decida alla fine dei conti sui dettagli. E su quel dritto mancato nell’ultimo game che avrebbe potuto cambiare molto, o forse no. In ogni caso, per lei adesso grande necessità di far punti sul rosso, una volta rientrata dagli States.
