Strade provinciali al collasso, passa la stretta alle logistiche
PAVIA. Vincoli stringenti alla realizzazione di nuove logistiche. Li prevede la variante del Piano territoriale di coordinamento provinciale adottata dal Consiglio provinciale. I poli logistici potranno infatti nascere solo dove esiste una rete stradale in grado di sostenere un incremento del traffico pesante. Altrimenti l’operatore dovrà contribuire a potenziarla.
strade al collasso
Perché è proprio lo stato delle strade provinciali, al collasso per la mole di traffico e strutturalmente inadeguate, il pilastro della nuova pianificazione strategica elaborata dalla Provincia di Pavia, prima in Lombardia ad essere arrivata alla chiusura del percorso del Ptcp tenendo conto della normativa regionale sulle logistiche.
Ora ci sono 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni, poi il documento tornerà in Consiglio per l’approvazione. «Gli insediamenti logistici di rilevanza sovracomunale devono stare dove la rete può sostenerli, oppure è necessario un contributo dei privati per potenziarla – sottolinea il presidente della Provincia Giovanni Palli -. Non con opere simboliche, ma con strumenti concreti, impegni misurabili, investimenti strutturali e verificabili nel tempo. Quindi non briciole, ma responsabilità condivisa».
Il presidente punta i riflettori su un territorio «che è uno di quelli più esposti alla pressione logistica del Nord-Ovest, corridoio produttivo e infrastrutturale tra Lombardia, Piemonte e Liguria».
«Nello stesso tempo – aggiunge – l’attuale rete stradale è inadeguata. Negli ultimi quindici anni questa asimmetria è stata ignorata o rimossa, si è continuato a consumare suolo, a localizzare insediamenti logistici di scala sovracomunale senza una vera regia viabilistica, senza una valutazione seria della capacità residua delle strade, senza pretendere compensazioni proporzionate».
Da qui la necessità di un cambio di rotta, possibile grazie al lavoro svolto dagli uffici provinciali che, per arrivare a criteri oggettivi, hanno mappato lo stato della viabilità, effettuato rilievi dei flussi e analisi della capacità, individuato assi strategici e zone di criticità.
vincoli più stringenti
Ne sono nati vincoli stringenti, basati su valutazioni oggettive, che sono al centro del nuovo Ptcp. Molte le novità a partire dai limiti in cui si stabilisce che gli operatori, intenzionati a realizzare nuovi insediamenti logistici, non potranno farlo vicino a centri abitati, scuole, ospedali e dovranno potenziare la rete. Investimenti da realizzare prima di costruire, in base a quanto previsto dalle schede di valutazione, redatte da Piazza Italia, riguardanti le diverse strade provinciali.
Ogni scheda fotografa la situazione infrastrutturale, con dati e informazioni su tratti maggiormente a rischio, precisando, ad esempio, la mole di traffico, la larghezza della sede stradale, la sicurezza della banchina, il numero di centri urbani attraversati, gli impatti ambientali. E i livelli di congestione del traffico e di criticità infrastrutturale vengono sintetizzati con una faccina che può essere di colore rosso, giallo o verde. Senza dimenticare che Piazza Italia, nel 2023, aveva modificato i criteri sugli oneri, prima destinati soprattutto al Comune dove nasceva l’insediamento, prevedendo che le risorse provenienti dalle logistiche siano distribuite tra i centri confinanti e quelli interessati al passaggio dei mezzi.
