Arnaldi, un 2026 tormentato dagli infortuni: l’azzurro ci riprova a Miami
Il primo appuntamento del “Sunshine Double” si è tinto d’azzurro grazie al solito, magnifico Jannik Sinner. Ma il Tour corre veloce, e l’intero circuito si è già trasferito a Miami, dove si stanno svolgendo le qualificazioni per il tabellone principale. L’altoatesino difende con orgoglio il tricolore, e l’ingresso di Darderi in top20 consente all’Italia di avere per la prima volta quattro tennisti tra i migliori 20 giocatori del mondo. Alle spalle dei “Fantastici Quattro”, però, tra gli azzurri, il 2026 è già un calvario.
Matteo Berrettini si è rodato per bene in Sudamerica, durante la diaspora tennistica di febbraio, ma aver trovato Sascha Zverev al secondo turno di Indian Wells è stato deleterio per il capitolino. Preoccupante, dal punto di vista fisico, la stagione di Lorenzo Sonego e Matteo Arnaldi. Entrambi hanno disputato una quantità esigua di incontri in questo 2026, e mentre il torinese ha rinunciato allo swing statunitense, Matteo ci riprova, ed è attualmente iscritto all’entry list di Miami.
L’incubo senza fine di Matteo Arnaldi
Riavvolgiamo un attimo il nastro, e torniamo indietro di qualche mese. Il sanremese – ex numero 30 del mondo – è volato a Melbourne con largo anticipo, preparando un Australian Open che lo avrebbe subito riportato coi piedi per terra, suo malgrado. L’inizio della collaborazione col coach Marcel Du Coudray, e un infortunio apparentemente smaltito, sembravano essere il prologo del riscatto per Arnaldi, sopravvissuto ad un infernale 2025. Il problema al piede è una continua maledizione per il venticinquenne, che convive con un persistente dolore, tra antidolorifici, forfait e amare illusioni di esser finalmente ritornato a norma.
Appena prima del “via” della nuova stagione, l’azzurro aveva prefissato l’obiettivo di “Migliorare e tornare a giocare senza dolore“, ma sino ad adesso, il 2026, sembra soltanto un terribile scherzo del destino. Arnaldi, conscio di esser ancora tormentato dall’infortunio, si è comunque messo alla prova volando ad Indian Wells, pescando il padrone di casa McDonald all’esordio. Lo score del match è stato più che crudele col tennista italiano: 6-0 6-1 in favore dello statunitense in appena un’ora di gioco. Sconfitta tremenda, non solo per il punteggio tutt’altro che incoraggiante, quanto più per l’uscita dalla Top100 dopo tre anni di permanenza tra i migliori cento del mondo.
Miami, l’ennesimo test
E Adesso? Adesso si vola in Florida, a caccia di risposte. Matteo necessita di una repentina ripresa fisica, e un ulteriore stop – o altre precoci eliminazioni – potrebbero compromettere ancor di più la situazione “ranking”, ricordando che manca soltanto un mese al Mutua Madrid Open, nel quale il sanremese, nel 2025, disputò un torneo davvero straordinario, nonché unico vero squillo della passata stagione prima del calvario. Sulla terra rossa madrilena, Arnaldi sconfisse persino Novak Djokovic, sgomitando poi tra spigolosi avversari del calibro di Dzumhur e Tiafoe, arrestando il suo cammino ai quarti di finale contro Draper. Saranno ben 200 i punti da difendere nella capitale iberica, ma prima urge ritornare in un’efficiente condizione fisica, scevro da infortuni e qualsiasi altra componente limitante.
A Miami, l’attuale n. 101 del mondo affronterà il quarto test stagionale. Sino ad ora, tre hanno dato esito negativo, e l’unica vittoria registrata risale al tabellone di qualificazione di Brisbane – ai danni di Gaston -, dove alzò bandiera bianca appena prima del turno decisivo con Hijikata.
