Drone colpisce base con militari italiani in Kuwait: distrutto un «nostro» Predator da 30 milioni
Una mattina che riporta la tensione militare nel cuore del Golfo. La base di Ali Al Salem, in Kuwait, una delle infrastrutture operative della coalizione internazionale che ospita mezzi e personale americano ma anche militari italiani, è stata colpita da un attacco con drone.
Il velivolo senza pilota ha centrato un capannone della base dove era schierato un drone della Task force air italiana, distruggendolo.
Al momento dell’attacco tutto il personale era già stato messo in sicurezza e nessun militare è rimasto coinvolto. La notizia è stata confermata dallo Stato Maggiore della Difesa.
Il velivolo distrutto
Il mezzo colpito rappresentava uno degli assetti operativi più importanti del contingente italiano schierato nella regione. Si tratta di un MQ-9A «Predator», drone a medio-alta quota e lunga autonomia prodotto dalla società statunitense General Atomics.
Il valore stimato del velivolo è di circa 30 milioni di dollari, cifra che può superare i 35 milioni includendo sensori, sistemi di comunicazione e infrastrutture di controllo a terra.
Il drone è progettato per missioni di sorveglianza, ricognizione e raccolta di informazioni a sostegno della coalizione internazionale impegnata nel contrasto al gruppo jihadista Stato islamico.
Un assetto chiave per intelligence e sorveglianza
Il Predator rappresenta uno degli strumenti principali di intelligence, sorveglianza e ricognizione utilizzati dalle forze italiane nel teatro mediorientale.
Può operare a medio-alta quota per lunghi periodi, con un’autonomia che supera le 24 ore di volo continuativo e una quota operativa che raggiunge circa 15 mila metri.
Grazie ai sensori elettro-ottici e infrarossi di cui è dotato, il velivolo consente il monitoraggio costante del territorio, l’identificazione di obiettivi e la raccolta di dati di intelligence, fornendo informazioni in tempo reale ai comandi della coalizione e alle unità operative impegnate sul terreno.
Proprio per queste caratteristiche il drone distrutto rappresentava un assetto importante per la sorveglianza aerea nell’area ed era rimasto schierato nella base kuwaitiana anche dopo il parziale alleggerimento del dispositivo italiano deciso nei giorni scorsi per ragioni di sicurezza.
Le spiegazioni dello Stato Maggiore
Il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano ha spiegato che il velivolo «costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni».
Portolano ha inoltre chiarito che «il dispositivo italiano della Task force air – ha aggiunto – era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione».
Il capo di Stato maggiore ha informato immediatamente il ministro della Difesa. «Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero».
La situazione viene seguita anche dal Comando operativo di vertice interforze (Covi), che mantiene un contatto costante con i contingenti dispiegati nell’area.
Il governo: missioni confermate
Dal governo arriva un messaggio di continuità operativa. «Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Tg4 Diario della domenica commentando l’attacco alla base dove operano anche militari italiani.
Il ministro ha spiegato che nelle basi italiane della regione è in corso una riduzione del personale: «Stiamo riducendo il personale» nelle basi italiane nella regione, «dobbiamo mettere al sicuro il maggior numero di uomini tenendo fede agli impegni internazionali».
Informata anche l’opposizione
Dopo l’attacco sono stati informati anche i leader dell’opposizione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto li ha avvertiti per le vie brevi dell’attacco con drone alla base di Ali Al Salem.
La struttura kuwaitiana rappresenta uno dei principali hub operativi della coalizione internazionale nel Golfo e ospita assetti aerei statunitensi e alleati impiegati nelle attività di sicurezza regionale e nelle operazioni contro le reti jihadiste attive tra Iraq e Siria.
