Al via la Notte dei rospi a Vidracco: 43 volontari, 7 turni e 10 riserve per le reti
VIDRACCO. Valchiusella, “notte dei rospi” da tutto esaurito: per la migrazione al lago Gurzia quest’anno si sono già iscritti 43 volontari, distribuiti in sette turni giornalieri per quattro settimane, con una decina di riserve pronte a subentrare. Undici sono alla prima esperienza e altre 8 persone hanno chiesto informazioni e sono in attesa di risposta, segno che l’attenzione per la salvaguardia degli anfibi continua a crescere accanto all’estensione della zona di tutela fino a Val di Chy lungo la provinciale 64. L’iniziativa al Gurzia, al via da sabato 7 per un mese, resta il fronte storico della campagna “Salvarospi” in Valchiusella, dove Legambiente Chiusella Vivo coordina da anni i salvataggi serali di rospi, rane, raganelle e tritoni che attraversano la strada sopra la diga per raggiungere il lago artificiale per la riproduzione. In parallelo, da quest’anno il Comune di Val di Chy rientra nella zona di tutela della Città metropolitana, con una barriera di 300 metri posata lungo la provinciale 64 per intercettare gli anfibi diretti alla torbiera sopra la carreggiata. Chi vuole aggiungersi ai turni al lago Gurzia può contattare il Circolo Chiusella Vivo di Legambiente all’indirizzo circolochiusellavivo@libero.it, dotarsi di giubbino catarifrangente, secchio e pila e verrà inserito nei turni serali, quando si concentra il grosso degli spostamenti degli anfibi. Ma cosa si andrà a fare concretamente? Si montano reti e barriere lungo i tratti di strada dove passano i rospi, nello specifico sopra la diga del Gurzia e lungo la provinciale 64 a Val di Chy. Ogni sera, in turni organizzati, i volontari presidiano la strada all’imbrunire (tra le 20 e le 23 circa), quando parte la migrazione. Gli anfibi che finiscono nelle caditoie o dietro le reti vengono raccolti a mano nei secchi e trasportati fino all’acqua, in sicurezza. Terminata la fase di andata verso i siti riproduttivi, si ripete lo stesso lavoro al ritorno (contromigrazione), per evitare che gli animali vengano schiacciati mentre rientrano nei boschi. —
