F1, GP Australia 2026. A Melbourne si scoprono le carte! Qualcuno potrebbe già abbandonare il tavolo da gioco iridato…
Il Mondiale 2026 di F1 partirà domenica 8 marzo dall’Australia, dove si svolgerà il primo dei ventiquattro Gran Premi in programma nei prossimi nove mesi. La stagione porta con sé una nuova rivoluzione regolamentare, a distanza di soli quattro anni da quella del 2022. Gli ingegneri e i motoristi hanno dovuto cambiare completamente progetti e approccio tecnico, senza poter contare sui riferimenti del passato.
Regna, dunque, l’incertezza. Come sempre, quando si ricomincia da capo. I test svolti a Sakhir nel mese di febbraio hanno fornito dei responsi da prendere con le pinze, poiché tutti hanno cercato di raccogliere quanti più dati possibile e di avere riscontri concreti in pista, cercando conferme o smentite rispetto a quanto emerso dai simulatori.
Stando a quanto emerso in Medio Oriente, la sensazione è che la Mercedes possa aver prodotto il progetto migliore, soprattutto per quanto concerne la power-unit. Le voci di corridoio affermano che il motore marchiato M17 abbia un vantaggio in termini di potenza rispetto a tutti gli altri. Un margine che, unito a un buon telaio, farebbe delle Frecce d’Argento le vetture da battere.
Alle spalle del team anglo-tedesco, si sono attestate Ferrari, McLaren e RedBull, citate in rigoroso ordine alfabetico. I riscontri della Rossa sono incoraggianti, ma i reali contorni della SF-26 sono ancora da determinare. Il Team di Woking deve trovare un modo per snellire la MCL40, a quanto sembra troppo pesante, mentre a Milton Keynes devono capire se il rinculo del ribaltamento organizzativo del 2025 abbia avuto un impatto negativo sulla RB22.
Per il resto, si vedrà quale sarà il livello di tutti gli altri. In particolare, quello dell’Audi e dell’Aston Martin. Il colosso teutonico non è certo entrato in F1 per fare da comprimario e vorrà attestarsi almeno a ridosso dei Top Teams. Al contempo, la struttura di Silverstone aveva puntato tutto sul 2026, ingaggiando Adrian Newey. Eppure, dopo i test, la situazione appare grama, soprattutto se si guarda alla competitività della power unit Honda.
Comunque, se in Bahrain era possibile giocare a nascondino, a Melbourne non vi sarà modo di farlo. In Australia si devono mostrare le proprie carte, buone o cattive che siano. Dopodiché, lunedì, capiremo chi può avere i crismi per restare al tavolo iridato e chi, invece, deve già abbandonare qualsiasi velleità dopo la prima mano.
