Inchiesta su Socrepes, ora il flop olimpico da 35 milioni è colpa dei colossi delle funivie: “Ci hanno ostacolato per far deragliare l’opera”
BELLUNO – La cabinovia di Socrepes rischia di diventare il vero “buco nero” delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: prima a causa dei ritardi, poi per l’inchiesta avviata dalla Procura di Belluno ed ora anche per lo scontro che si profila tra la società governativa Simico e i due colossi dell’impiantistica a fune, Leitner e Doppelmayr. Il completamento dell’opera da 35 milioni di euro era dato per certo, così da permettere il trasporto degli spettatori dal centro di Cortina alle piste dove si sono disputate le gare di sci alpino femminile. Il termine è stato mancato, perché il 6 febbraio non era ancora stata installata la fune di trascinamento delle 50 cabine. Anche la successiva promessa (“Saremo pronti per le Paralimpiadi”) è finita nel nulla, è trascorso un altro mese ma i lavori sono lontani dal completamento. Si è aggiunta negli ultimi giorni la notizia del fascicolo aperto dal procuratore Massimo De Bortoli e dal sostituto Simone Marcon per frana e disastro colposo. L’obiettino è chiarire se le procedure seguite abbiano tenuto conto del rischio legato allo stato del versante di Mortisa, interessato da una frana profonda.
LE ACCUSE DI SIMICO
Il Pm ha già interrogato un dirigente della società Leitner di Vipiteno, che inizialmente sembra intenzionata a partecipare all’appalto da 35 milioni di euro, ma poi ha rinunciato per una questione di tempi troppo stretti e per il rischio di frana. Una analoga verifica potrebbe riguardare gli austriaci della Doppelmayr, la seconda importante società che si occupa di impianti di risalita, che si è tirata indietro dalla gara. L’architetto Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario e amministratore delegato di Simico, intervistato dal Corriere delle Alpi, ha rilasciato una vera dichiarazione di guerra. “Il nostro lavoro è stato ostacolato in questi mesi dai due colossi del settore, con chiamate agli appaltatori disponibili per fare deragliare l’opera”. Saldini ha anche fatto il nome delle aziende. “Il comportamento di Doppelmayr e Leitner ha creato gravi danni a tutti. Si erano pre-qualificati e fino a qualche giorno prima della gara avevano garantito verbalmente che avrebbero partecipato. Poi non l’hanno fatto. Se avessero detto fin dal principio che non avrebbero partecipato, la cosa si sarebbe risolta immediatamente”. Saldini ha rincarato. “Come a Livigno e a Bormio hanno sempre detto che avrebbero partecipato. Mi dicono che hanno chiamato gli appaltatori che erano disponibili per invitarli a non partecipare all’opera. Ora della questione se ne occuperà l’Avvocatura dello Stato”.
GUERRA APERTA
La frase finale lascia intravvedere un possibile scontro a colpi di carte bollate. Simico è infatti una società pubblica e può avvalersi dell’Avvocatura dello Stato nel caso intenda presentare denunce o promuovere azioni per danni. Da quanto dichiarato da Saldini, sicuramente è stata presentata una denuncia per procurato allarme (non si sa a carico di chi), in merito alle notizie diffuse sui problemi di sicurezza della cabinovia ancora in costruzione. Una delle due imprese è la Leitner di Vipiteno, leader mondiale del settore, con un fatturato di 1,4 miliardi di euro. Dopo le dichiarazioni arrivata da Simico, la replica è stata molto secca. “Leitner ha partecipato alla fase di pre-gara e, successivamente, a seguito dell’annullamento della stessa, ha preso parte al sopralluogo preliminare alla seconda gara d’appalto, con lo scopo di reperire tutte le informazioni tecniche e operative necessarie per valutare in modo completo e responsabile l’eventuale effettiva partecipazione alla gara”. Il responso è stato negativo. “Solo dopo tale ulteriore sopralluogo e a seguito delle approfondite analisi tecniche effettuate sulla base della documentazione tecnica posta a base di gara – continua la nota – l’azienda ha deciso di non partecipare”. La motivazione? “La decisione è stata assunta con senso di responsabilità, ritenendo che, alla luce delle problematiche legate alla geologia del terreno e delle tempistiche richieste – con ultimazione prevista entro l’avvio delle Olimpiadi – non vi fossero le condizioni per poter garantire la realizzazione del progetto nei tempi stabiliti”.
Leitner ha aggiunto in modo perentorio: “Non abbiamo mai promesso alcunché, né per iscritto né a voce, in relazione alla partecipazione alla gara o alla realizzazione dell’opera. Purtroppo, e con rammarico, riteniamo che le valutazioni effettuate si siano dimostrate fondate, confermando le oggettive difficoltà nel rispettare le scadenze previste”. Riferendosi poi alle accuse di Simico: “Non vi è stata alcuna interferenza e respingiamo con fermezza ogni ricostruzione che possa mettere in dubbio la correttezza e la trasparenza dell’operato aziendale. Siamo pienamente impegnati a operare nel rispetto delle regole di mercato, dei principi di concorrenza e della massima professionalità”.
GRAFFER PIGLIATUTTO
La cabinovia di Socrepes è stata aggiudicata al raggruppamento composto dalle lombarde Graffer ed Ecoedile, oltre alla bellunese Dolomiti Strade. Molti dubbi aveva sollevato la scelta di Graffer, trattandosi più di un’assemblatrice, con un fatturato modesto (pochi milioni di euro nel 2024), se rapportato a Leitner e Doppelmeyr. Graffer ha però fatto altri due colpi. A Bormio, assieme alla piemontese Mondino Costruzioni e alla bresciana Monte P., si è aggiudicata i lavori per l’impianto di arroccamento (valore 45 milioni di euro) a servizio della venue di gara “Stelvio Alpine Centre”. Il completamento era atteso per le Olimpiadi, invece la conclusione è rinviata al 15 febbraio 2027. A Livigno, in Alta Valtellina, Graffer ha vinto un terzo appalto da 53 milioni di euro, riguardante il collegamento tra i due versanti del comprensorio sciistico, con un parcheggio. È in raggruppamento ancora con Ecoedile e Dolomiti Strade, le stesse imprese di Cortina. L’inizio lavori è previsto per il 31 marzo, la conclusione nel novembre 2027.
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