Morte di Jacopo Peretti di Mazzè, si apre il processo a Torino
MAZZE’. Si siede davanti alla Corte d’Assise di Torino senza dire una parola, Giovanni Zippo, 41 anni, la guardia giurata che ha causato il crollo di via Nizza 389, difeso dall’avvocato Basilio Foti. Si è aperto ieri, martedì 3 marzo, il processo che dovrà far luce sulla morte di Jacopo Peretti, 33enne di Mazzè, rimasto schiacciato sotto le macerie dell’edificio. Le parti civili, tra cui la madre di Jacopo, Marzia Grua, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Bianco, e il padre, Paolo Peretti, costituito attraverso il legale Vittorio Nizza, avevano chiesto di coinvolgere come responsabile civile Securitalia, l’azienda per cui Zippo lavorava.
Richiesta rigettata, come peraltro richiesto dai pm Chiara Canepa ed Emilio Galli, perché il gesto di Zippo non era in nessun modo connesso all’attività lavorativa.
La guardia giurata 41enne è accusata di crollo di costruzioni, omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi e di lesioni nei confronti di 7 persone, in un caso gravi, cioè superiori a 40 giorni di prognosi.
Secondo quanto emerso dalle indagini Jacopo è la vittima collaterale della gelosia di un uomo nei confronti di una donna alla quale era legato da una relazione sentimentale.
Zippo cioè avrebbe diffuso gas metano nell’appartamento confinante a quello di Peretti, causando così il crollo della sua abitazione, per vendicarsi della donna, non sapendo accettare il suo rifiuto.
Nella casa della donna, secondo i filmati visionati dagli investigatori della squadra mobile, era entrato più volte in settimana, approfittando dell’assenza della proprietaria, che non si è costituita parte civile al processo e che quel giorno era in vacanza.
Pare che non avesse intenzione di ucciderla, perché era a conoscenza del fatto che non sarebbe rientrata. Le impressioni degli investigatori hanno trovato una prima conferma quando i vigili del fuoco del comando provinciale, destreggiandosi fra le macerie, hanno individuato l’innesco dell’incendio.
Altri elementi sono stati prodotti dall’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza sparse nei paraggi.
Infine sono arrivate le dichiarazioni dei testimoni: prima quelle dei colleghi di lavoro del sospettato, poi dei suoi stessi familiari. Zippo avrebbe presentato delle ustioni e si sarebbe recato anche in ospedale, salvo poi andare via.
La Corte d’assise ha stabilito un fitto calendario di udienze per il mese di marzo, che si terranno sempre il martedì in tribunale a Torino. In teoria dovrebbero essere sufficienti per ascoltare tutti i testimoni e si andrà presto a giudizio.
