Sosta selvaggia in piazza Duomo: «Impossibile spostarsi con la sedia a rotelle»
Pavia. Ci sono disagi che, se non provati in prima persona, sono difficili da immaginare. Quello che Davide Dagnoni prova ogni giorno ne è un esempio. Ha 38 anni e gli ultimi otto li ha passati su una sedia a rotelle per le conseguenze di un incidente in moto. Dallo scorso novembre abita in una casa messa a disposizione dal Comune in via dei Liguri, a pochi metri da piazza del Duomo. Niente male come posizione, se non fosse che quando la mattina scende per prendere un po’ d’aria deve sperare che qualche auto parcheggiata in sosta vietata non lo costringa a spostarsi sui ciottoli, sui quali le ruote della sedia si bloccano. Sperare invano, la maggior parte delle volte.
«Vivo da solo e riesco a fare tutto in autonomia - racconta Dagnoni -, è frustrante dover chiedere aiuto ai passanti per spostarmi di venti metri dal mio appartamento». In piazza Duomo e le vie circostanti infatti domina il ciottolato, sempre però intervallato da lastre di pietra liscia. Su queste il ragazzo non avrebbe nessun problema a spostarsi, ma quasi sempre ci sono auto lasciate in divieto di sosta che bloccano il passaggio.
«Per la mia condizione posso stare sulla sedia a rotelle solo per poco tempo e poi ho bisogno di rimettermi a letto - spiega il 38enne -, quindi cerco di godermi il momento in cui posso scendere in piazza a prendere un po’ d’aria e bere un caffè. Già devo prenderlo sempre all’aperto, anche in inverno con il freddo, perché nessuno dei locali nella zona ha la pedana e da solo non riesco a salire i gradini. In più ci sono sempre macchine che ostruiscono il passaggio. Quando incontro gli agenti di polizia locale lo faccio sempre presente, è capitato che facessero anche delle multe, però poi dopo qualche ora c’era un’altra auto lasciata nello stesso posto».
A Dagnoni è capitato anche di farlo notare ai diretti interessati, i conducenti che lasciano il loro veicolo dove vorrebbero. «Capisco che per una persona che non si è mai dovuta spostare su una sedia a rotelle non sia semplice capire la mia difficoltà. Per questo, quando vedo qualcuno parcheggiare in un punto che mi impedisce di attraversare la piazza, lo faccio sempre notare con calma. La scusa più frequente è "sono di fretta", e intanto la macchina rimane lì». Il 38enne però si è sentito anche dare risposte peggiori. «L’altro giorno ero riuscito a mettermi ai tavolini all’aperto di un bar. Mentre ero lì una signora ha parcheggiato l’auto in un punto che mi avrebbe impedito di tornare nella via di casa mia, così ho provato a spiegare la situazione. Mi ha risposto che stavo esagerando, che "anche lei è disabile" e che stavo solo provando ad approfittarmi della mia invalidità. Mi ha lasciato senza parole».
Se non bastasse la negazione di un diritto basilare come quello di uscire di casa e spostarsi in libertà, il problema per Dagnoni è anche il pericolo di spostarsi sui ciottoli. «Le ruote della sedia si bloccano e io non ho la forza per spingerle, una volta mi è capitato di cadere a terra mentre una ragazza mi aiutava proprio per questo motivo - conclude il 38enne -. Per non parlare dei dolori alla schiena che mi vengono dopo aver fatto anche solo qualche metro "sballottolando" di continuo». —
