Voghera, dopo quarant’anni da vigile del fuoco, “Mariano” va in pensione
Voghera. Ci sono uomini che indossano una divisa. E poi ci sono uomini che, col tempo, finiscono per rappresentarne il significato più autentico. Rosario Oliviero, per tutti Mariano, appartiene a questa seconda. Il capo del distaccamento dei vigili del fuoco di Voghera, va in pensione dopo quarant’anni di servizio. Si chiude una lunga carriera vissuta in prima linea, al servizio del territorio, che lo ha reso un punto di riferimento per colleghi, istituzioni e cittadini.
La carriera
Nato a Napoli il 14 febbraio 1966, figlio di un’impiegata postale e di un vigile del fuoco, il suo legame con il Corpo nasce dalla sua storia personale. Venne infatti alla luce in circostanze difficili, in una vicenda che lo legò simbolicamente ai vigili del fuoco dalla nascita.
Dopo il diploma di qualifica di congegnatore elettromeccanico conseguito all’Ipsia di Voghera nel 1983, nel 1985 svolge il servizio militare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Dal 1987 al 1995 presta servizio come vigile del fuoco temporaneo, fino all’assunzione nel 1996 come vigile del fuoco permanente. Da allora la sua carriera si sviluppa tra Roma, Milano, Pavia e infine Voghera, sede alla quale ha consegnato esperienza, rigore e dedizione. Nel 2015 arriva la nomina a capo squadra; nel settembre 2017 quella a capo distaccamento di Voghera; nel 2025, infine, il passaggio di qualifica a capo reparto. Ma i gradi, da soli, non bastano a raccontarne la statura professionale.
A farlo sono soprattutto gli interventi affrontati, le emergenze gestite, la lucidità mantenuta nei momenti più delicati, quando da esperienza e sangue freddo dipendono vite umane e sicurezza pubblica.
Presente nelle emergenze
Nel corso degli anni è stato presente nelle emergenze che hanno segnato il Paese e il territorio: dalla frana della Val di Stava all’alluvione di Alessandria, dal terremoto in Umbria e Marche all’alluvione di Pavia, fino ai terremoti di Salò, dell’Aquila, dell’Emilia e di Amatrice.
Si aggiungono i tanti interventi nella nostra provincia, spesso ad alto rischio. Gli elogi di servizio e le benemerenze ricevute negli anni restituiscono il profilo di un uomo abituato ad agire con tempestività, rigore e competenza: salvataggi in incidenti stradali, persone disperse ritrovate, incendi, crolli, fughe di gas e operazioni di messa in sicurezza. Lo confermano il riconoscimento ricevuto nel 2025 per l’impegno alla guida della Compagnia d’onore dei vigili del fuoco nella parata del 2 giugno a Roma, in occasione della Festa della Repubblica e alla presenza del presidente Mattarella, e la targa d’argento del 2024 per la poesia “Accade”, dedicata al collega Davide Achille, deceduto in servizio nel 2009. Tra i momenti che hanno segnato la sua carriera c’è stato anche l’incontro con Papa Francesco. «Io sarei rimasto ancora», dice Oliviero. E aggiunge: «La divisa mi mancherà». Parole che riassumono una carriera al servizio dello Stato, con disciplina, umanità e senso del dovere.
