Adriatici condannato ma libero e può ancora fare l’avvocato
VOGHERA. La sentenza di condanna per Massimo Adriatici non avrà, per ora, effetti sulla sua professione né sulla sua libertà. L’ex assessore leghista del Comune di Voghera, per il quale il giudice Luigi Riganti ha deciso 12 anni di carcere per l’accusa di omicidio volontario in relazione alla morte di Younes El Boussettaoui la sera del 20 luglio 2021, potrà continuare a svolgere il suo lavoro di avvocato. La sentenza, che dispone anche l’interdizione dai pubblici uffici, non è infatti definitiva e questo riguarda anche la possibilità di finire in carcere. Né si è chiuso il procedimento disciplinare del Consiglio dell’ordine degli avvocati che lo aveva sospeso per tre anni: Adriatici, infatti, aveva fatto ricorso. I suoi difensori, Luca Gastini e Carlo Alleva, si stanno già preparando alla seconda fase, quella del processo di appello a Milano, anche se dovranno attendere le motivazioni del giudice, che ha chiesto tre mesi di tempo per depositarle.
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La condanna
Adriatici è stato condannato in relazione alla morte di Younes El Boussettaoui, un 39enne di origini marocchine con problemi psichici che viveva per strada da alcuni mesi a Voghera. L’uomo fu raggiunto al torace da un colpo di pistola esploso da Adriatici, con la sua Beretta calibro 22 , in piazza Meardi, davanti al bar Ligure. L’ex assessore deteneva l’arma per difesa personale e per sua stessa ammissione teneva d’occhio Younes perché aveva creato problemi nei giorni precedenti in alcuni locali del centro. Prima dello sparo Adriatici mostrò la pistola a Younes e fu colpito con uno schiaffo a mano aperta, cadendo per terra. La scena fu ripresa dalla telecamera di corso XXVII Marzo, tranne il momento dello sparo, rimasto coperto dal muro del bar. La pistola aveva il colpo in canna ed era caricata con proiettili a punta cava, per i pm «utilizzabili in poligono e non per difesa personale». Non solo: per i pm quella sera Adriatici svolgeva «indebitamente un servizio di ronda armata». Alcune circostanze aggravanti non sono rimaste in piedi: si dovrà attendere il deposito delle motivazioni per conoscere il calcolo fatto dal giudice, visto che la procura di Pavia , attraverso il procuratore Fabio Napoleone, aveva chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi.
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Il procedimento disciplinare
Il fronte penale si intreccia con il procedimento disciplinare, anche se i due filoni sono autonomi. A luglio dello scorso anno il Consiglio di disciplina di Milano dell’Ordine degli avvocati aveva deciso di sospendere per tre anni Adriatici dalla professione di avvocato per avere «compromesso l’immagine della professione forense». La sanzione non è mai stata eseguita perché non è definitiva: l’ex assessore ha presentato infatti ricorso e solo il Consiglio nazionale forense potrà mettere l’ultima parola.
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Il provvedimento di primo grado, comunque, ripercorre l’istruttoria seguita sul caso dal Consiglio di disciplina (presidente Renato Cogliati, segretario Mosè Botta e componenti della sezione Rossella Adamo, Stefano Artese e Alessandro Bastianello). Istruttoria aperta per valutare se quanto accaduto il 20 luglio 2021 a Voghera abbia anche rilievo disciplinare. Il Consiglio di disciplina non entra nel merito della vicenda, anche se «è pacifico che la morte di El Boussettaoui sia avvenuta a seguito delle ferite cagionate dal colpo della pistola che era nelle mani dell’avvocato Adriatici» e che quella sera «si determinava a seguire l’El Boussetaoui con l’intento di “tenerlo d’occhio” nonostante egli, in quel momento, non fosse titolato allo svolgimento di qualsivoglia operazione di tal genere». Quindi Adriatici «ha posto in essere attività disciplinarmente rilevanti ancora prima che l’evento della morte di El Boussettaoui si verificasse, compromettendo anche l’immagine della professione forense».
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La difesa pronta a fare appello contro il verdetto
La difesa di Massimo Adriatici prepara l’appello, anche se dovrà attendere tre mesi per il deposito delle motivazioni del verdetto. Il giudice Luigi Riganti oltre alla condanna a 12 anni di reclusione per l’accusa di omicidio volontario ha disposto provvisionali per 380mila euro, cioè anticipi sul danno complessivo che dovrà essere stabilito da un giudice civile: 90mila euro a testa per i genitori e 50mila euro per ciascuno dei due fratelli e due sorelle della vittima, tutti rappresentanti dagli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli. La difesa di Adriatici ha sostenuto la tesi della legittima difesa e del blackout mentale al momento dello sparo, dovuto anche alla caduta. Tesi che processo di secondo grado sarà con ogni probabilità ribadita.
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