«Più tempo per uccidere Chiara». Una svolta dalla nuova perizia
GARLASCO. L’orario della morte di Chiara Poggi torna in discussione. Proprio su questa circostanza, che potrebbe ricostruire una dinamica diversa dell’omicidio, si concentra la relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, depositata nel tardo pomeriggio di lunedì in procura. La consulenza era stata disposta dai pm Stefano Civardi, Giuliana Rizza e Valentina De Stefano prima dell’estate dello scorso anno ed è ancora coperta da segreto.
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Secondo indiscrezioni, tuttavia, la consulente, attraverso l’esame documentale delle ferite inferte alla vittima, nelle sue 300 pagine fornirebbe elementi nuovi sulla dinamica e allargherebbe la finestra temporale dell’ora della morte di Chiara Poggi, che è molto ristretta (18 minuti) nella sentenza di condanna dell’allora fidanzato Alberto Stasi. L’orario della morte, quindi, potrebbe essere più vicino al primo indicato dal medico legale Marco Ballardini, che collocava il decesso fra le 10.30 e le 12, più probabilmente fra le 11 e le 11.30.
«Relazione complessa»
Chi tra gli investigatori ha potuto leggere la relazione, ancora saldamente nelle mani dei magistrati che stanno conducendo l’inchiesta bis su Garlasco, che vede indagato Andrea Sempio, la definisce «complessa» e «accurata». Cattaneo, un’esperta rinomata nel campo dell’antropologia forense, ha compiuto un lavoro approfondito partendo dai documenti dell’epoca, in primo luogo la relazione dell’autopsia eseguita da Marco Ballardini.
«Anche se sono carte di 18 anni fa, sono state rilette alla luce delle nuove conoscenze scientifiche», si limita a dire un investigatore, senza entrare nel merito. La relazione quindi arriverebbe a conclusioni diverse rispetto a quelle che portarono alla condanna di Alberto Stasi.
Cosa è in discussione
Allargare l’orario della morte, magari spostandolo in avanti, avrebbe conseguenze sulla riscrittura della dinamica dell’omicidio e delle responsabilità. Potrebbe infatti far uscire Stasi di scena e aggraverebbe la posizione dell’indagato attuale, amico del fratello della vittima. Secondo la sentenza definitiva sul caso Garlasco, Chiara fu uccisa tra le 9.12 e le 9.35, cioè nella fascia oraria tra quando l’allarme di casa fu disattivato a quando il fidanzato Stasi si mise al computer a lavorare alla sua tesi. Alle 9.45 il cellulare di Chiara riceve uno squillo dal telefono di Stasi e quindi, secondo la ricostruzione alternativa a cui la Procura sta lavorando, l’orario dell’omicidio slitterebbe in avanti. In una fascia oraria – questa è l’ipotesi – in cui Sempio si trovava di sicuro a Garlasco, senza un alibi.
l’intreccio con Gli altri indizi
Lo scontrino del parcheggio a Vigevano, mostrato da Sempio come prova che quella mattina si trovava altrove, lontano dalla villetta di via Pascoli, porta infatti l’orario delle 10.18. I carabinieri di Milano hanno dubbi su quell’alibi ma anche ritenendolo autentico, l’omicidio, secondo questa ipotesi, potrebbe comunque essere avvenuto dopo. Ci sono poi alcune telefonate che collocano Sempio a Garlasco. Dall’esame dei tabulati telefonici quella mattina l’indagato ha due contatti con gli amici: uno alle 9.58 (una chiamata a vuoto) e poi alle 11.10, quando manda un messaggio all’amico che nel frattempo lo aveva richiamato. In entrambi i casi il telefono di Sempio aggancia le celle di Garlasco.
