“A Sanremo io e Serena Autieri eravamo ‘le svallettate’. L’ultimo giorno mi venne un febbrone, mi fecero una puntura e via”: gli aneddoti di Claudia Gerini
Claudia Gerini avrebbe potuto innamorarsi di Franco Califano? “Assolutamente sì. Era di una bellezza e di un’eleganza che mi ricordava gli attori hollywoodiani. Un po’ zingaro, un po’ maledetto, ma in fondo un tenerone”. L’attrice parla così di Califano, ed è anche attraverso il suo sguardo che prende forma il docufilm “Franco Califano – Nun ve trattengo“, in onda su Sky Documentaries, e in streaming su NOW.
L’incontro con Franco Califano
Gerini ha conosciuto per davvero il ‘Califfo’. Un incontro breve ma che ha lasciato il segno: “Proprio negli studi televisivi di Sky. Ero lì per una trasmissione e nei corridoi apparve lui” racconta a Vanity Fair. “Me lo ricordo perfettamente: era molto elegante, indossava uno smoking. Aveva un fascino unico. Era già avanti con l’età, perché parliamo forse di quattro o cinque anni prima che se ne andasse. Mi venne incontro e mi disse: ‘Quanto sei bella’, dandomi un bacio. In quel periodo ero la compagna di Federico Zampaglione, che aveva collaborato con Franco tante volte, e Califano, con il suo modo un po’ ironico e potente, mi disse: ‘Ma come ha fatto Zampaglione a conquistare una bella donna come te?’. Era il suo modo di essere affettuoso”.
L’esperienza a Sanremo
Gerini torna con la memoria anche al 2003, quando è stata una delle co-conduttrici di Sanremo accanto a Pippo Baudo: “Ci chiamavano ‘le svallettate’, perché avevamo superato il ruolo della valletta ed eravamo parte integrante dello show. C’erano dei mini-show, io e Serena Autieri abbiamo cantato con tutti i big, ho fatto veramente di tutto: ho suonato il basso con i Negrita, ho ballato il tango, ho recitato pezzi comici… Ho un ricordo bellissimo, insieme alla grande fatica, perché non si dormiva mai”. E a proposito del compianto conduttore fa sapere: “Pippo era davvero inarrestabile: era l’ultimo ad andare via e il primo ad arrivare, non so come facesse. Ero ammirata dalla sua energia. Ai tempi andavamo anche al Dopofestival, si facevano le tre e alle otto eravamo di nuovo in piedi tra trucco e parrucco per la conferenza stampa del mattino”. La settimana sanremese mette a dura prova chiunque ci lavori, che sia sopra, sotto il palco o dietro le quinte. E infatti anche Gerini ha pagato il conto. È lei stessa a svelarlo: “L’ultimo giorno mi venne un febbrone, mi fecero una puntura e via“. Perché the show must go on, soprattutto al Festival.
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