Opera in tre Atti | I movimenti di Frosinone-Empoli
Adagio
Coraggiosi e disinvolti con le big, timidi e impacciati con le piccole. Questo è l’unico elemento di continuità emerso a oggi in un torneo in cui l’Empoli fa enorme fatica a costruirsi un’identità e a trovare la propria collocazione. È un dato inconfutabile. Dall’inizio del campionato, gli azzurri hanno giocato alla pari con le pretendenti alla serie A Venezia, Monza e Frosinone (quattro pareggi su altrettante gare) e messo in grossa difficoltà il Palermo di Inzaghi, cinico e vittorioso nelle due sfide in cui tuttavia si è imposto con estrema fatica. Contro il Frosinone di mister Alvini il ritornello non cambia. I ciociari accettano di giocarsela a campo aperto prestando il fianco agli uomini di Dionisi che vanno a nozze. Si passa in vantaggio con Shpendi disputando un primo tempo di altissimo livello. A pochi secondi dall’intervallo, la solita incertezza difensiva che rischia di vanificare il lavoro esemplare preparato da capitan Lovato e compagni, rei di non aver capitalizzato numerose occasioni per il raddoppio. Si va al riposo sull’1-1 e la recente sconfitta di Palermo torna a materializzarsi negli incubi dei tifosi azzurri.
Andante
Per fortuna stavolta si assiste a un’altra narrazione. Il gol del ciociaro Ghedjemis non altera di una virgola l’atteggiamento dell’Empoli. Sale in cattedra un sontuoso Salvatore Elia e Shpendi mette a referto la propria doppietta personale. Il pari in mischia del greco Koutsoupias non sposta il giudizio sugli azzurri. Allo Stirpe è andata in scena una delle migliori prestazioni stagionali nel momento più critico del torneo. L’appuntamento con i tre punti è ancora rimandato. Il girone di ritorno si snoda ancora a secco di vittorie e non si sorride a pieno da un mese e mezzo. L’ultima vittima è quel Cesena che tornerà tra pochi giorni al Castellani per emettere il responso: l’Empoli è in via di guarigione o i sintomi di miglioramento sono destinati a restare episodici e discontinui? Fare la voce grossa nella tana di un Frosinone proiettato verso la serie A non è compatibile con i tre schiaffoni subiti a Carrara o con gli inciampi casalinghi con Juve Stabia e Sudtirol. Questa è una squadra che deve superare i propri limiti mentali. E soprattutto farlo in fretta.
Allegretto
Analizzando le prestazioni dei singoli, è inevitabile partire da Stiven Shpendi. A un passo dalla doppia cifra, l’attaccante albanese sta trovando la rete con continuità. Il moto perpetuo e le grandi doti di generosità di cui dispone talvolta gli tolgono lucidità nei momenti topici del match. Adesso Shpendi è cresciuto e vede la porta con maggiore incisività. Sta affinando i movimenti per rendersi piú opportunista e funzionale alla fase finalizzativa della squadra. La doppietta di Frosinone certifica un campionato ampiamente positivo del classe 2003. Salvatore Elia è stato in assoluto il migliore in campo allo Stirpe. Una prestazione enorme sul piano della qualità e della personalità. Contro il Cesena non ci sarà per un cartellino giallo surreale e Dionisi dovrà trovare le risorse per ovviare all’assenza del giocatore che si sta, più di tutti gli altri, mettendo in luce per cifra tecnica e continuità di rendimento. La parentesi invernale di mercato non ha prodotto sinora particolari salti di qualità. Tuttavia, la presenza di Magnino in mezzo al campo sembra garantire maggiore equilibrio e solidità a una mediana spesso in balia degli avversari sul piano dell’interdizione. In questo momento l’ex Modena sta offrendo le migliori garanzie a Dionisi, unitamente a Degli Innocenti e Ignacchiti che, seppur con caratteristiche diverse, hanno i mezzi per poter innalzare il proprio livello di prestazioni di qui alla fine.
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