Rugby, Sei Nazioni 2026: a Cardiff rimonta d’oro della Scozia. Il Galles non sa vincere
Al Principality Stadium va in scena una sfida intensa e ricca di colpi di scena nel terzo turno del Sei Nazioni 2026, con il Galles che parte forte e sembra a lungo in controllo, prima della rimonta rabbiosa della Scozia, capace di ribaltare l’inerzia nella ripresa e completare il sorpasso nel finale. Una partita giocata a ritmi elevati, segnata da episodi chiave, cambi di momentum e da un ultimo quarto d’ora carico di tensione, che premia la maggiore concretezza degli ospiti.
Avvio ad alta intensità al Principality Stadium, con il Galles costretto subito a gestire un momento di difficoltà dopo il cartellino giallo inflitto al 5’ a Joe Hawkins per un placcaggio alto. La Scozia prova immediatamente ad approfittare della superiorità numerica e un minuto più tardi rompe la linea difensiva con Kyle Steyn, ma è il Galles a colpire per primo: al 10’ Rhys Carre finalizza da corta distanza un’azione ben costruita, innescata dal lavoro di Tomos Williams e completata dalla trasformazione di Sam Costelow per il 7-0. La reazione scozzese non si fa attendere e al 14’ Blair Kinghorn accende l’azione con una giocata straordinaria che apre il varco decisivo, prima del rapido sviluppo al largo che manda in meta Steyn per il 7-5. I padroni di casa, però, ristabiliscono subito le distanze e al 19’ è ancora Costelow a orchestrare l’attacco, liberando Josh Adams che conclude una splendida azione alla mano; lo stesso numero dieci aggiunge i due punti dalla piazzola per il 14-5 che chiude i primi venti minuti.
Il secondo quarto di gara si apre con il Galles che riesce ad alimentare l’entusiasmo del proprio pubblico grazie alla precisione dalla piazzola di Sam Costelow, che al 31’ infila tra i pali il calcio di punizione del 17-5. La reazione della Scozia, però, non si fa attendere e negli ultimi minuti del primo tempo cresce d’intensità: al 37’ è Kyle Steyn a trovare un varco prezioso nella linea difensiva gallese dopo una manovra corale di grande qualità, preludio a una nuova iniziativa offensiva appena un minuto più tardi, quando anche Blair Kinghorn riesce a infilarsi tra le maglie rosse, confermando il miglior momento degli ospiti e riaprendo di fatto la contesa almeno sul piano del gioco espresso.
La ripresa si apre con un Galles determinato ad allungare: al 46’ è Tomos Williams a squarciare la difesa scozzese, guadagnando un calcio di punizione che Sam Costelow trasforma per il 20-5 in favore dei padroni di casa. La reazione della Scozia non tarda ad arrivare e al 53’ l’asse Ben White–Finn Russell riapre la gara, con il numero 10 che finalizza e converte per il 20-12. Il Galles prova a tenere il controllo con il piazzato di Jarrod Evans che vale il 23-12, ma la partita resta apertissima: al 58’ un preciso calcio che fa riprendere il gioco manda in meta Darcy Graham, ancora con Russell impeccabile dalla piazzola per il 23-19. L’inerzia è ormai tutta scozzese e un minuto più tardi è Huw Jones a trovare un altro varco profondo, mettendo ulteriore pressione alla difesa gallese e infiammando un secondo tempo ricco di emozioni.
Gli ultimi venti minuti si aprono con la Scozia che trova il varco giusto al 61’, quando George Horne rompe la linea difensiva gallese con una corsa profonda che ribalta l’inerzia e costringe il Galles a chiudersi nei propri 22 metri. La pressione degli ospiti cresce minuto dopo minuto e al 75’ diventa decisiva: dalla touche nasce una maul avanzante inarrestabile, conclusa con la meta di George Turner, poi trasformata con freddezza da Finn Russell per il sorpasso sul 23-26. Nel finale la Scozia ha anche l’occasione per allungare ulteriormente, ma Russell fallisce il piazzato a tempo ormai scaduto: un errore che non cambia però il risultato, con gli scozzesi che possono comunque festeggiare una vittoria preziosa nel terzo turno del Sei Nazioni 2026.
