Omicidio Quentin, gli antifascisti continuano a inneggiare alla sua morte strappando i manifesti (video)
C’è chi ancora continua a soffiare sul vento dell’odio politico in Francia, anche dopo l’omicidio di Quentin Deranque. D’altra parte si sa che gli antifascisti non sono ben noti per l’onesta intellettuale, ma dopo il fatto non hanno addirittura alcun remore nel giustificarne l’uccisione. Basti pensare al gesto compiuto da due militanti di estrema sinistra a Parigi che, filmati e pubblicati sulla pagina Instagram di Frontières, hanno iniziato a strappare i manifesti affissi sui muri dai giovani del Rassemblement national. Evidentemente, i due militanti antagonisti non hanno gradito le scritte impresse su carta, che recitavano “Giustizia per Quentin” e “L’estrema sinistra uccide”. Come sottolinea anche il giornale francese, uno di loro ha spiegato: «Sono per la morte di Quentin».
Una dimostrazione plastica del fatto che gli antifascisti non sono mai stati pluralisti e tantomeno avvezzi al rispetto della morte altrui. Basti pensare alla vandalizzazione subita dalla tomba di Jean Marie Le Pen, padre di Marine, il 31 gennaio 2025. Dopo la sua morte, avvenuta il 7 gennaio dello stesso anno, si verificarono diverse manifestazioni macabre nel Paese, che ne celebravano la dipartita.
Omicidio Quentin, gli antifascisti continuano a inneggiare alla sua morte strappando i manifesti
Insomma, per l’ennesima volta siamo davanti a un modo ignobile per provare a cancellare la storia di violenza che accompagna l’estrema sinistra. Ma questi episodi non si susseguono soltanto in Francia: basti pensare al manifesto con su “Fascio Morto concime per l’orto”, con tanto di chiave inglese disegnata ed esposto dagli antagonisti a novembre 2025, durante un corteo organizzato dall’Anpi a Susa. I contestatori stavano contestando il libro intitolato “Uccidere un fascista” di Giuseppe Culicchia, che lo stava presentando nella biblioteca locale. La chiave inglese è un chiaro riferimento all’arma con cui venne ucciso Sergio Ramelli, giovane militante missino che subì la brutalità deo membri di Avanguardia Operaia a Milano, nel 1975. Dalla Francia di Quentin agli Usa di Kirk, passando per la memoria storica italiana, abbiamo finalmente la prova del rancore e della bieca repressione di cui si vantano gli antifascisti.
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