Pagelle Italia Olimpiadi (8 febbraio): nel PGS quando il gioco si fa duro…; Lorello merita il team-pursuit
PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (8 FEBBRAIO)
Maurizio Bormolini (snowboard), 4,5: sulla pista di casa prima rischia una clamorosa eliminazione già in qualificazione, poi si ferma subito agli ottavi di un soffio contro il futuro bi-campione olimpico Benjamin Karl. A proposito: l’austriaco ha fatto vedere a tutti cosa significhi essere dei veri fuoriclasse.
Mirko Felicetti (snowboard), 5: il meno atteso tra gli azzurri del PGS. Sembrava in giornata di grazia, prima che un errore lo mettesse fuori gioco ai quarti di finale.
Aaron March (snowboard), 4: leader della classifica generale di Coppa del Mondo, secondo in qualificazione e subito eliminato agli ottavi. In cinque partecipazioni olimpiche il miglior piazzamento resta il 4° posto a Sochi 2014 (ma in PSL).
Roland Fischnaller (snowboard), 4: 26 vittorie in Coppa del Mondo, 2 ori ai Mondiali, ben tre affermazioni nella stagione in corso. A 45 anni era uno degli uomini azzurri più attesi di questi Giochi. Invece, alla settima partecipazione olimpica, è rimasto ancora a secco. Non può essere un caso. “Evidentemente le Olimpiadi sono un ostacolo più forte di me“, le parole dell’altoatesino che spiegano perfettamente il concetto. Nel contesto più prestigioso è sempre mancato qualcosa in tutto l’arco della carriera. Quando il gioco si fa duro, gli azzurri del PGS evaporano.
Lucia Dalmasso (snowboard), 7,5: salva il bilancio dell’Italia nel PGS con un bronzo tutt’altro che scontato alla vigilia. Anche se non ha sfruttato la ghiotta chance dell’eliminazione ai quarti della ceca Ester Ledecka.
Elisa Caffont (snowboard), 7: dopo aver eliminato la temibile giapponese Miki ai quarti, la tavola sembrava apparecchiata per una medaglia. Invece si è arresa nella finalina alla connazionale Dalmasso.
Sofia Goggia (sci alpino), 7,5: chissà come sarebbe finita senza il grave infortunio a Lindsey Vonn, con lunga interruzione di oltre 20 minuti che non le ha fatto di certo bene. L’errore allo Schuss nella parte alta le è probabilmente costato l’oro. Ma salire sul podio in discesa per la terza edizione di fila consolida ulteriormente la sua carriera leggendaria.
Laura Pirovano (sci alpino), 6,5: ennesimo piazzamento di rango, anche alle Olimpiadi, ma di nuovo niente podio. La sua dimensione si conferma quella tra quarta e sesta posizione. Siamo convinti che un acuto possa sbloccarla definitivamente. Se non ora, quando?
Federica Brignone (sci alpino), 6,5: lontanissima dalla forma migliore, e non potrebbe essere altrimenti. Il decimo posto rappresenta un risultato degno di nota, considerando quello che ha passato. La sensazione, però, è che in superG possa anche stupire, magari provando a giocarsi una medaglia.
Nicol Delago (sci alpino), 4,5: Cortina non è Tarvisio. La pista non era così adatta alle sue caratteristiche, inoltre un errore nella parte alta ne pregiudica subito l’intera prestazione.
Federico Pellegrino (sci di fondo), 5,5: sci sbagliati in tecnica classica lo fanno uscire ben presto dalla gara nello skiathlon.
Davide Graz (sci di fondo), 6,5: l’ottava piazza in rimonta nello skiathlon racconta di una condizione di forma efficace. Va tenuto in grande considerazione in ottica team-sprint. I tecnici ci pensino bene…
Elia Barp (sci di fondo), 6: nonostante gli sci sbagliati, non va alla deriva e chiude comunque con un dignitoso piazzamento nei 15 nello skiathlon.
Martino Carollo (sci di fondo), 5: come nel caso di Maria Gismondi, un malanno di stagione durante le festività natalizie sembra averne compromesso la stagione. La forma non è ancora ideale: campanello d’allarme in chiave staffetta.
Italia staffetta mista biathlon, 8: la Francia era la squadra da battere e non ha dato scampo alla concorrenza. Per sconfiggerla sarebbe servita una prestazione ancor più precisa al poligono. Resta il dubbio se inserire Tommaso Giacomel in prima frazione sia stata la scelta giusta.
Amos Mosaner/Stefania Constantini (curling), 6,5: dopo aver battuto la modesta Cechia, si sono inchinati alla Gran Bretagna, qualificandosi comunque per la semifinale. Continuano ad esprimere un livello ben distante dagli standard a cui ci hanno abituato. Se non alzeranno l’asticella, il bis appare difficile.
Riccardo Lorello (speed skating), 9: corona una stagione in continua ed esponenziale ascesa con il bronzo nei 5000 metri. Il suo primo podio importante della carriera arriva proprio nell’evento più prestigioso. E adesso chiede spazio per il team-pursuit: lasciarlo fuori sarebbe quantomeno singolare!
Davide Ghiotto (speed skating), 7: mai così bene quest’anno nei 5000 metri, ma il podio è rimasto a soli 35 centesimi di distanza. Ha comunque tratto indicazioni positive in vista dei 10000, ovvero la distanza prediletta, dove comunque non sarà semplice al cospetto di Eitrem e Jilek.
Michele Malfatti (speed skating), 6: chiude a ridosso della top10 una gara senza infamia e senza lode, con un tempo anche dignitoso, ma di sicuro non eccezionale.
Dominik Fischnaller (slittino), 7,5: si conferma un piazzato di successo e, quattro anni dopo, coglie un altro bronzo importante nel singolo maschile. Ha trovato due avversari oggettivamente superiori, dunque più di così non si poteva.
Leon Felderer (slittino), 6,5: è andato in calando nell’arco delle quattro manche, ma probabilmente avrebbe firmato per un settimo posto alla vigilia.
Italia pattinaggio artistico, 8: il bronzo nella prova a squadre non solo è storico, ma rappresenta il giusto premio ad un movimento che ha seminato e raccolto tanto in questi anni. Adesso non sarà facile ripetersi nelle gare tradizionali, ma neppure impossibile.
