Roland Fischnaller resta a secco anche alla settima Olimpiade. Tante vittorie in stagione, tradito dalla tensione
Roland Fischnaller ha partecipato a sette edizioni delle Olimpiadi Invernali, ma purtroppo non è mai riuscito a conquistare una medaglia, che sarebbe stata meritatissima considerando la sua caratura tecnica, l’enorme potenziale agonistico e la qualità della carriera. Lo snowboarder si era presentato con i favori del pronostico a Milano Cortina 2026, dopo aver brillato per l’intera stagione ed essersi meritato il pettorale numero 1 al termine delle qualificazioni, ma purtroppo ha commesso un paio di errori importanti nei quarti di finale e ha dovuto dire addio ai sogni di gloria.
Il 45enne ha pagato a caro prezzo la tensione del momento, il fatto di gareggiare in casa, la pressione del grande evento e probabilmente anche la consapevolezza che quella odierna sarebbe stata l’ultima occasione per regalarsi la tanto agognata soddisfazione a cinque cerchi: pensare di essere ancora in gara sulle Alpi francesi nel 2030 appare decisamente complicato per chi sarà molto vicino a toccare il mezzo secolo di vita quando scoccherà l’ora del prossimo appuntamento con i Giochi.
Era un’occasionissima purtroppo non sfruttata al meglio dopo essersi imposto in tre appuntamenti di Coppa del Mondo tra dicembre e gennaio (Carezza, Scuol, Simonhoehe) ed essere salito sul secondo gradino del podio giusto otto giorni fa a Rogla. Il PGS è una disciplina che si gioca sui centesimi e ogni singola sbavatura si paga a caro prezzo, purtroppo è quello che è successo oggi sulle nevi casalinghe e davanti al proprio pubblico di Livigno.
Fu quarto a Pechino 2022, settimo a PyeongChang 2018, 18mo a Sochi 2014 (dove si gareggiò anche in slalom, ottavo), 18mo a Vancouver 2010, 13mo a Torino 2006 e 19mo a Salt Lake City 2002. Un vero peccato per il Campione del Mondo in carica nel PGS (lo scorso anno si impose in Engadina, dieci anni dopo l’affermazione in slalom a Kreischberg) e già vincitore della Coppa del Mondo.
