Sinistra nervosa, Bonelli fuori di testa sbotta con Piantedosi: “Eviti di ridere ministro, non faccia i sorrisini…” (video)
Se ci fosse ancora qualche dubbio del nervo scoperto della sinistra sul dossier guerriglia a Torino basta ascoltare le parole deliranti e schiumanti livore ideologico di Angelo Bonelli pronunciate in Aula all’indirizzo del ministro Matteo Piantedosi. La narrazione del leader di Avs è quella di sempre. Ripetuta perfino dopo il pestaggio a colpi di martellate del poliziotto: scava scava la responsabilità è del governo e del Viminale che non ha fermato i violenti. Salve poi accusare l’esecutivo di deriva securitaria quando le forze dell’ordine intervengono. Ma il nervosismo è sopra le righe. Dopo aver accusato il titolare del Viminale di aver fatto un comizio e riavvolto le lancette della storia al 1973 perde le staffe. “Eviti di ridere, ministro”, dice uno scatenato Bonelli. “Non posso pensare che quando parlo qualcuno faccia sorrisini, non lo consento né a lei né a Meloni”. Parole in libertà, perfino grottesche richiamate dalla presidente di turno Anna Ascani.
Bonelli perde le staffe in aula con Piantedosi: non faccia i sorrisini
Ma che cos’è che fa perdere le staffe al militante Bonelli? La verità. Mettere in chiaro l’ipocrisia di una sinistra che all’indomani degli scontri condanna timidamente ma che sfila in piazza insieme ad antagonisti e incappucciati. Che parla di diritto al dissenso, comprende, minimizza, coccola e finisce per fornire uno scudo politico a chi dichiara guerra allo Stato, minaccia di morte la polizia e vuole ‘riconquistare Torino’. Guai a dirlo. E il leader di Avs in coppia con Fratoianni perde la calma. “Oggi il ministro Piantedosi si assume la responsabilità politica di alzare il livello di scontro nel Paese, non parlando da ministro, ma da esponente politico”, dice con toni barricaderi.
“Non può utilizzare i poliziotti per fare propaganda”
“Lei non può utilizzare le divisi dei poliziotti indossate con onore per fare propaganda. Lei oggi in aula si è assunto la responsabilità di attaccare una forza politica democratica, pacifista e non violenta”. Il capovolgimento della realtà è compiuto insinuando, come ieri hanno detto esplicitamente alcuni professoroni sul Fatto quotidiano, che gli scontri siano un assist al governo in cerca di violenti per imporre lo Stato di polizia. “Lei ministro – incalza Bonelli – aveva il dovere di tutelare i manifestanti pacifici e fermare i violenti, perché voi quei violenti li conoscete e gli avete consentito di agire”. Infine un classico, un evergreen. “Noi aspettiamo ancora lo sgombero di Casa Pound. I vostri amici sono i violenti e se c’è una complicità, quella è la vostra perché noi la democrazia la difenderemo sempre”.
Anche Boccia e Appendino la sparano grossa: il governo fa propaganda
Dai banchi dei 5Stelle e del Pd il clima non è più sereno. Anche il ‘mite’ Francesco Boccia la spara grossa. “C’è il tentativo di usare la sicurezza come clava politica contro l’opposizione, è vergognoso. Trasformano una tragedia in una brutta propaganda politica”. Per i 5Stelle, che hanno in casa un parlamentare che ha partecipato al corteo di Torino, ci pensa l’ex sindaco Chiara Appendino ad accendere la miccia. “Fa schifo usare la violenza anarchica per i vostri comodi. Io non ci sto. Smettete di fare propaganda, accogliete le nostre proposte. Se fate questo, noi ci siamo. Per lo sciacallaggio politico guardate altrove, noi non ci siamo”.
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