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Gasquet-coach e Daryl Monfils-agente: chi è Moïse Kouame, il primo 2009 in un torneo ATP

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Segnatevi questo nome e questo cognome: Moïse Kouamé. Ne sentiremo sicuramente riparlare più avanti, quando piano piano scalerà la classifica, ma intanto è il caso di cominciare a presentarlo anche al pubblico che ancora non lo conosce, perché il ragazzo promette davvero molto bene. Nella giornata di lunedì 2 febbraio, infatti, all’Open Occitanie 2026 di Montpellier questo talentino francese ha superato il connazionale Clément Chidekh in 7-5 6-7 6-3 nelle qualificazioni, conquistandosi quindi un posto nel main draw, esattamente come fatto da Andrea Vavassori. Ad impressionare, in tutto ciò, è la carta d’identità, che allo stato attuale recita 16 anni. Eppure ce lo si doveva aspettare date le premesse già visibili nelle stagioni passate. Ma procediamo con estrema calma.

Moïse Kouamé, gli esordi e l’addio alla FFT

Moïse Kouamé nasce a Sarcelles, comune nella periferia nord di Parigi, il 6 marzo 2009. Il padre è di origine ivoriana, mentre mamma Suzanne – che fa la fisioterapista – ha discendenze camerunensi. Insieme al fratello Michaël, di due anni più grande, cominciano sin da molto piccoli a praticare tennis presso il CREPS di Poitiers. Il primo momento di svolta arriva però nel 2022, quando per la prima volta lascia la Francia e soprattutto la FFT (Fédération française de tennis) per recarsi in Belgio, a Ottignies-Louvain-la-Neuve, alla Justine Henin Academy. Il motivo lo ha spiegato lui stesso in un’intervista a ‘Le Parisien’: A volte alla FFT si tende a frenare, e lo trovo ingiusto. In Francia, agli sfavoriti non è permesso superare i giocatori affermati. All’estero la mentalità è completamente diversa. Se puoi arrivare direttamente al vertice, provaci…”.

Durante quel periodo prende parte a Les Petites As, il campionato del mondo Under 14, dove vince il torneo di doppio con lo sloveno Svit Suljić nella finale contro la coppia ceca composta da Tomáš Krejčí e Jakub Kusý. Passa qualche mese e prende parte al Roland Garros 2024 nella categoria juniores, spingendosi fino ai quarti di finale, battuto 6-3 6-2 dal futuro finalista Tomasz Berkieta (che abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva qualche settimana fa).

Al tempo aveva solo 15 anni e nella classifica dedicata ai ragazzi era n. 147, ma palesava già una sicurezza di sé e una maturità disarmanti: Lavoro duro e do tutto per essere allo stesso livello, o anche più in alto, di Yannick Noah. Sto lavorando molto duramente per questo, non preoccupatevi, spero che un giorno sarò al top. Come ogni tennista, il mio obiettivo è diventare il numero uno al mondo. Dopodiché, ne avrò le capacità? Lo vedremo più avanti. Spero di arrivare molto, molto lontano nella mia carriera”.

Orange Bowl, primi punti ATP e wild card a Madrid

Le premesse sono tutte buone, ma siamo solo alle fasi embrionali della giovane carriera di Moïse Kouamé. Dopo essersi allenato alla Mouratoglou Tennis Academy a Biot, nell’ottobre 2024 riceve una wild card per il Challenger di Saint-Brieuc, ma cede il passo al connazionale Jules Marie. Ha comunque modo di rifarsi poche settimane più tardi, al Challenger di Brest, dove batte Danil Yevseyev al primo turno di qualificazione – conquistando i primissimi punti ATP – e fallendo in un secondo momento l’accesso al main draw. Passano un paio di mesi, e arriva l’atteso appuntamento dell’Orange Bowl che lo vede raggiungere la finale e poi inchinarsi al cospetto dello spagnolo Andrés Santamarta Roig.

Poco male, però, perché già ad inizio 2025 ha l’occasione per rifarsi. A marzo perde in finale all’M15 di Sharm El Sheikh contro Robert Strombachs e poche settimane dopo il compimento dei 16 anni, gli viene data una wild card per il Mutua Madrid Open, anche grazie al fatto che l’IMG – società che lo rappresenta da un punto di vista del management, è la proprietaria del Masters 1000 spagnolo. Al tempo Moïse Kouamé stava svolgendo delle sessioni con Gilles Simon, separatosi da poco da Daniil Medvedev, ma era allenato da Carlos Rodriguez, che proprio in quel periodo diceva un gran bene del classe 2009: “Da quello che ho visto come coach, questo ragazzo è davvero molto bravo. Direi addirittura che è eccezionale sotto molti aspetti, non solo tatticamente e tecnicamente. È serio, determinato e vive per il suo sport. Nonostante la sua età, Moïse è un professionista puro“.

Moïse Kouamé, inizio di 2026 da imbattuto

A Madrid, come al Roland Garros 2025 qualche settimana più tardi, esce di scena al primo turno di qualificazione, ma questo non lo scuote più di tanto. Per attendere però risultati più importanti c’è stato da aspettare l’inizio del 2026, che rischia di essere davvero la stagione della svolta di questa prima parte della sua carriera. Basti solo pensare che in questa annata Moïse Kouamé è di fatto imbattuto ed una striscia aperta di 12 vittorie consecutive. Prima è arrivato l’M25 di Hazebrouck in finale contro Théo Papamalamis, che lo hanno reso il primo tennista nato nel 2009 a vincere un torneo ‘pro’, e poi l’M15 di Bressuire, in cui ha superato il talento belga Pierre-Yves Bailly.

Moise Kouamé e la grande occasione a Montpellier

Entrato nella top 600, più precisamente al n. 551 che rappresenta il suo best ranking e lo rende il primo e unico classe 2009 ad essere nella top 1000, coglie alla grandissima l’opportunità datagli dagli organizzatori dell’Open Occitanie 2026, che lo hanno premiato con una wild card per il tabellone cadetto. Al primo turno annulla match point al ben più esperto Elias Ymer (n. 159) e poi, come detto, batte il connazionale Clément Chidekh, sprecando a sua volta tre occasioni di chiudere l’incontro nel tie-break del 2°, facendosi rimontare da 3-6 a 8-6.

Una situazione che non lo rende per nulla contento e che lo spinge a lanciare via la racchetta, salvo poi scusarsi immediatamente nell’intervista in campo: Vorrei davvero scusarmi con il pubblico per il mio comportamento. Dovete capire che c’erano molte emozioni in gioco. Ho provato a mantenere la calma, non c’era altro che potessi fare. Ho l’opportunità di dimostrare che posso fare di meglio in termini di atteggiamento”.

“Fantastico avere Gasquet al mio fianco”

Sulla questione, Moïse Kouamé, è tornato nella conferenza stampa post partita, riportata integralmente dai colleghi di ‘Midi Libre’, dimostrando ancora una volta una grande maturità: Non potevo lasciare quel campo senza mostrare il mio dispiacere. Mia madre non mi ha cresciuto così durante i miei quasi 17 anni. Mi sento deluso con quell’azione. Avevo bisogno di riprendermi nel terzo set per avere qualche speranza di giocare mercoledì. Sono davvero dispiaciuto per il pubblico. Quando uno spettatore viene, viene per uno spettacolo, per vedere due giocatori sfidarsi. Niente di più. Devo lavorare su questo”.

Molto curioso il fatto che e 16 anni e 333 giorni è diventato il quinto giocatore più giovane a qualificarsi per il main draw di un torneo ATP e il secondo francese in tal senso dai tempi di Richard Gasquet, suo attuale allenatore: Ci siamo messi in contatto tramite il mio agente, subito dopo la sua conclusione della carriera. Porta con sé una vera esperienza, sia dentro che fuori dal campo, in termini di tennis, gioco mentale e altri aspetti della vita. Mi guida in ogni ambito. È fantastico averlo al mio fianco“.

Kouamé tra Mbappé e Formula 1

Moïse Kouamé, che ha come agente Daryl Monfils, fratello di Gael e membro dell’IMG, si è anche esposto sugli obiettivi del 2026: Ci sono obiettivi specifici per ogni livello. Arrivando a questo torneo, non sapevo come me la sarei cavata contro giocatori con un ranking così alto. È una prospettiva diversa rispetto a ciò che ho sperimentato in precedenza. Ho potuto mettere alla prova i miei punti deboli e i miei punti di forza. È tutto positivo per il futuro. Sappiamo meglio su cosa lavorare“. Il sorteggio gli ha regalato la testa di serie n° 8 Aleksandar Kovacevic e il giovanissimo talento francese, appassionato di Formula 1 e tifoso di Kylian Mbappé, sa di non aver nulla da perdere. Il tempo è dalla sua e noi siamo in trepidante attesa di vedere cosa il futuro gli riserverà.






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