Prof militanti, nuove “perle” raccolte da Azione studentesca: spot per il no, bullismo e l’invito a sparare alla Meloni
Il puzzle della politicizzazione a senso unico tra i banchi di scuola si arricchisce di nuove tessere. Se la sinistra parlamentare ha mollato la presa sulla crociata contro immaginarie “liste di proscrizione”, impegnata a occupare la sala stampa di Montecitorio per impedire un incontro con i giornalisti promosso da “pericolosi nazifascisti”, Azione studentesca continua la sua campagna sullo stato di salute dell’istruzione in Italia. E a ricevere segnalazioni di episodi di docenti militanti che utilizzano la cattedra come il palco di un comizio, attraverso il questionario che ha fatto saltare i nervi alle opposizioni.
Azione studentesca continua la campagna “La scuola è nostra”
“Continuano ad arrivarci risposte che offrono un quadro allarmante della didattica di alcuni professori, che, approfittando del loro ruolo, si atteggiano a predicatori di odio contro il governo e la destra”, dice Andrea Vico, rappresentante degli studenti di Viterbo. La casistica è ampia: si va dall’insulto gratuito alla premier alla ricostruzione faziosa della storia più recente e dell’attualità politica. Con annesse minacce di ricadute sulla valutazione del rendimento scolastico degli studenti ‘non allineati’. “Non intendiamo fermarci – prosegue Andrea – la nostra campagna ‘La scuola è nostra’ continua con più forza di prima. Sta emergendo una situazione intollerabile su cui regna la censura e l’ipocrisia delle sinistre”.
Gli ultimi casi eclatanti tratti dal questionario online
Prendiamo fior da fiore gli ultimi aggiornamenti del questionario online visionati in anteprima dal Secolo. Caterina da Roma racconta che la sua professoressa di filosofia e storia “durante ogni spiegazione fa riferimenti al nostro governo definendolo fascista. Ripete sempre che la Meloni lo è. E giudica i ministri apertamente (Salvini è un’incapace etc). Anche quella di Italiano fa spesso battute di cattivo gusto sul governo, definendolo fascista”.
Una volta il prof di educazione fisica ha detto dobbiamo sparare alla Meloni
E ancora: “Quando abbiamo chiesto alla prof di storia una lezione di educazione civica su chiarimenti riguardo al referendum sulla giustizia ha detto “Io voterò di no. Ora vi dico perché, E ha fatto una lezione proponendo la questione unicamente dal suo punto di vista”. Siamo al vero e proprio spot contro la riforma Nordio per ‘catechizzare’ gli studenti al voto di marzo. A dir poco inquietante la testimonianza di Daniele da Barletta: “Una volta il prof di educazione fisica disse dobbiamo sparare alla Meloni”. Niccolò da Cuneo, invece, cita la spiegazione di 20 minuti del professore. “Che ha concluso invitando a votare no al referendum, spiegando come con la vittoria del sì si verificherebbe una caduta dello stato di diritto con instaurazione di un nuovo regime neofascista”.
La persecuzione del prof di religione allo studente tradizionalista
Roberto da Roma scrive: “Il professore di religione di sinistra, durante una lezione si è confrontato con un compagno credente, che gli ha spiegato perché secondo lui bisognerebbe prendere la dottrina così come è scritta nella Bibbia. Le lezioni successive sono state un susseguirsi di lezioni sul Lgbt che non c’entra assolutamente nulla con la religione. E ogni lezione è diventata una crociata contro questo compagno, ogni volta che quest’ultimo non viene, il professore spiega a tutta la classe che quel compagno è un fondamentalista, che diventerà un terrorista religioso e che non bisogna ascoltarlo per non cadere nella “trappola dei conservatori religiosi”.
Gli spot dalla cattedra al no al referendum
Roberto aggiunge una riflessione. “Ovviamente, essendo solo al secondo anno di liceo, pochi ragazzi sono informati su questi argomenti. Infatti il professore ha scagliato tutta la classe contro questo compagno. Che è soltanto un ragazzo che, oltre ad uscire come i ragazzi normali, frequenta la chiesa e ne promuove il messaggio. La situazione, ormai insostenibile, ha costretto questo compagno a non fare più le ore di religione. Alcuni compagni, tra cui me stesso, come segno di solidarietà, hanno fatto lo stesso”. Antonio da Bari racconta che la professoressa di italiano legge “articoli di giornali propagandistici di sinistra su Charlie Kirk che trattano frasi estrapolate da un contesto sensato e giusto per farlo apparire un assassino razzista e omofobo. Tratta molto di temi politici di sinistra dicendo cose inesatte, ma ovviamente non si può contraddire, essendo professoressa”. Ovviamente.
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