Australian Open 2026, Shelton: “Dovevo essere più aggressivo, ma non mi scoraggio per la prestazione”
“Penso che il mio livello sia migliorato, ma il tennis richiede tempo e i risultati non arrivano sempre quando li desideri“. Nonostante la sconfitta rimediata ai quarti di finale dell’Australian Open 2026 contro Jannik Sinner – per 6-3 6-4 6-4 in un due ore e ventitré minuti -, Ben Shelton è apparso ottimista in conferenza stampa.
“Penso di essere vicino a mettere insieme tutti i mezzi. Sono arrivato al punto in cui vengo fermato da quella che è la sfida più dura di questo sport. Credo che ciò di cui ho bisogno è quella volta in cui riuscirò finalmente a superare il momento critico. È sempre stato così per me – ha aggiunto l’americano, che guarda il bicchiere mezzo pieno – Di certo non mi scoraggio per una prestazione come questa. Ma voglio vedermi avanti nel punteggio e vedere cosa posso fare da lì in poi. Quando sono in vantaggio mi sento intoccabile: anche gli altri giocatori migliori la pensano allo stesso modo. Penso che sia una questione di tempo e di lavoro: non sono ancora completo, ma lo sto diventando sempre di più“.
L’analisi del match
L’americano, che ha subito la nona sconfitta consecutiva contro il numero 2 del mondo senza riuscire a vincere nemmeno un set, ha analizzato la partita, trovando nella risposta sulla seconda dell’avversario il motivo principale della sconfitta. “Jannik ha risposto benissimo e credo che la grande differenza si sia vista nelle risposte sul secondo servizio. Su questo aspetto, rispetto al resto del torneo, sono calato di rendimento – ha proseguito il nativo di Atlanta -.
Dovevo fare meglio. Penso di aver giocato bene da fondocampo, a rete e al servizio. Devo continuare a essere più preciso con la prima e migliorare la risposta sulla seconda. Dovevo essere più aggressivo. Con gli altri giocatori me la sarei cavata, ma non con uno come Jannik. È stato in grado di mettermi in posizioni scomode e andare all’attacco tante volte sulla mia seconda. Credo di avergli lasciato troppo spazio in questa partita”.
Il privilegio e la professionalità
L’americano ha anche spiegato di sentirsi un privilegiato quando ha la possibilità di giocare queste partite e questi tornei e come tale mentalità lo abbia portato a lavorare in modo più professionale durante la stagione. “So di essere molto fortunato. Ho delle persone fantastiche intorno a me e per questo motivo continuo a migliorare. Ma sono diventato sempre più dipendente da questo gioco, cercando di diventare un giocatore migliore e inseguendo i ragazzi davanti a me. Non c’è sensazione migliore di sentire la pressione sul campo di uno Slam. È un privilegio giocare in questi palcoscenici, soprattutto nei quattro tornei più importanti dell’anno. Questo è quello che mi fa alzare la mattina e ogni anno ho sempre più voglia”.
“Penso di essere diventato molto più professionale nel modo in cui faccio le cose, nel modo di allenarmi, di preparare una partita, quanto sono determinato e concentrato durante un torneo – ha concluso Shelton -. È stato un cambiamento importante per me e devo continuare così. L’obiettivo è quello di giocare partite come quella di oggi e di vincere sfide del genere”.
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