Accuse a Font de Mora, il coach di Stearns: la WTA al lavoro per fare chiarezza
Un nuovo caso spinoso si appresta a scuotere la WTA. Dopo il controverso episodio che ha coinvolto Elena Rybakina e il suo coach di lunga data Stefano Vukov, prima sospeso e allontanato dal circuito per atti vessatori nei confronti della giocatrice e poi reintegrato, “The Athletic” ha raccolto alcune testimonianze circa condotte inappropriate da parte di Rafael Font de Mora, nuovo allenatore di Peyton Stearns, numero 53 del mondo.
Tre giocatrici accusano Font de Mora: la WTA approfondisce
Secondo quanto riportato dalla testata statunitense, la WTA starebbe già approfondendo la situazione, che riguarda il precedente periodo dello spagnolo come allenatore del circuito, dove ha fatto il suo ritorno a inizio 2026 dopo alcuni anni di lontananza.
Nello specifico, la pluricampionessa Slam di doppio Pam Shriver e altre giocatrici che hanno preferito conservare l’anonimato si dicono preoccupate per Stearns, visto il passato di Font de Mora.
La statunitense ha ricordato la relazione, spintasi oltre i confini tennistici, con Meghann Shaughness, iniziata quando la tennista aveva appena 14 anni, ben 11 meno del coach. Sebbene l’iberico abbia negato un coinvolgimento sentimentale con la giocatrice prima della maggiore età di quest’ultima, la famiglia di Shaughness a più riprese provò ad allontanarla, denunciando l’inappropriatezza di quel legame – motivo per cui, si dice, l’USTA avrebbe negato i finanziamenti a Meghann.
Shriver si sente particolarmente coinvolta nella faccenda perché lei stessa ha vissuto sulla propria pelle gli effetti di una relazione tossica con il proprio allenatore – Don Candy, che aveva 50 anni all’inizio della storia, mentre Pam era appena 17enne.
Shaughness ha negato ogni accusa e ha declinato ogni richiesta di ulteriori chiarimenti.
Denuncia anonima
Ben più gravi di una seppur importante e significativa identificazione, sono le accuse mosse da una giocatrice, che ha chiesto di non essere riconosciuta, allenata a inizio carriera da Font de Mora. Comportamenti verbalmente e fisicamente aggressivi, insulti e palline scagliate con violenza sono solo la punta dell’iceberg del modus operandi dell’allenatore spagnolo, come corroborato da “The Athletic” e come conferma una terza giocatrice. Quest’ultima aveva solamente 15 anni quando si è affidata allo spagnolo e ricorda quel periodo come un incubo, tra sessioni di allenamenti estenuanti, con tanto di punizioni – cui faceva spesso seguito una generosità morbosa per farsi perdonare – e commenti sul peso, che l’hanno condotta a un disturbo alimentare.
Inoltre, si parla di tentativi di controllo a livello economico e limitazioni dei rapporti con famiglia e amici.
“È un allenatore competente, ma il percorso che ha lasciato dietro di sé, in termini di distruzione delle vite delle persone, è piuttosto significativo” ha chiosato.
Stearns glissa, ma quante controversie per Font de Mora
Font de Mora ha rispedito al mittente ogni denuncia, invitando chiunque abbia dubbi circa il suo modo di operare a contattare Peyton Stearns e le persone a lei vicine per avere un’altra versione della storia. Tuttavia, la madre della statunitense e Kathryn Whartenby, la preparatrice atletica, hanno scelto di non proferire parola.
La diretta interessata, invece, pur rimanendo fuori dalla delicata questione, ha spiegato come conosca l’allenatore spagnolo da quando era pressoché una bambina e che da anni riceve una sorta di consulenza esterna. Da questa stagione, invece, viaggerà a pieno regime insieme a lei, tornando a essere parte integrante del circuito.
“Le segnalazioni e le indagini su presunte violazioni del Codice di Condotta della WTA e del Codice di Tutela (Safeguarding Code) sono riservate e non soggette a divulgazione pubblica” afferma un portavoce della WTA. “Quando la WTA riceve una segnalazione di questo tipo, prende la questione seriamente e segue le regole e procedure stabilite in conformità con il WTA Safeguarding Code”.
Il numero di segnalazioni ricevute ogni anno non è noto, ma il Disciplinary Database dello U.S. Center for SafeSport conta 102 persone nel mondo del tennis soggette a sanzioni, che variano da alcune restrizioni alla revoca dell’idoneità a allenare.
Il caso McKenzie
Font de Mora non è comunque nuovo a controversie.
Nel 2022 aveva intrapreso una collaborazione con Kylie McKenzie, promettente junior che aveva denunciato, nel 2018, una violenza sessuale da parte di un allenatore della USTA.
Il coach non è stato perseguito, ma la Federazione statunitense lo aveva licenziato. McKenzie, non sentitasi tutelata, aveva abbandonato Orlando per Glendale, dove sorge l’accademia di Font de Mora.
Il coach spagnolo ha tentato, in seguito, di stipulare un ambiguo contratto con la tennista, che contava di quattro punti. Se i primi tre vertevano su questioni economiche – tutte assai favorevoli per il tecnico – la quarta opzione menzionava un “potenziale inadempimento dell’accordo di riservatezza con la USTA”. Secondo l’avvocato di McKenzie questo passaggio era una velata minaccia di divulgare i dettagli dell’abuso sessuale subito da Kylie in un ipotetico contenzioso.
Il rapporto lavorativo è terminato con una lettera da parte del legale, anche se è da evidenziare come la statunitense non abbia rintracciato nei mesi di allenamenti gli abusi denunciati dalle colleghe.
La WTA è al lavoro per fare la dovuta chiarezza su una tematica delicata, che prescinde i confini sportivi e si inserisce in questioni che riguardano da vicino tutta la società.
