Добавить новость
123ru.net
World News in Italian
Январь
2026
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26
27
28
29
30
31

Di re, regnanti e repubbliche: una “storia delle Italie” di corona in corona, da Italo ai giorni nostri

0

Fino a giugno del 1946, la forma istituzionale italiana era il Regno d’Italia. Di cosa successe a giugno, contiamo di parlare a suo tempo. Ora facciamo un passo indietro, molto indietro. Il più antico italiano di cui si ha memoria fu un re, il re Italo, che “con la politica e con la violenza” creò uno Stato nell’attuale Calabria Centrale, detta Italia. A parte lui, le popolazioni italiane, incluse le colonie greche, ci appaiono quasi tutte repubblicane, intendendo questa parola come non monarchiche, quindi con magistrature elettive, sia pure in modo varissimo.

Ma i Latini narravano di avere avuto sempre dei re, e la stessa Roma ne annoverò sette dal 753 al 510; finché Tarquinio il Superbo non venne abbattuto, lasciando un tale odio per i re che anche gli imperatori più tirannici e che pure si proclamarono dio, mai osarono prendere il titolo di re. Eppure rex in buon latino altro non significava che governante, da rego, is.

Dopo un periodo di principato sotto l’intricata famiglia Giulio-Claudia, e la trasformazione del titolo di imperator da militare e politico, per primo Vespasiano fu proclamato imperatore con una legge del senato. Imperatori ci furono fino al fatale 476 d. C., però rimasero in vigore le istituzioni repubblicane di edili, questori, pretori, e i consoli che davano il nome all’anno, e senato; e spesso furono consoli gli stessi imperatori. La parola respublica assunse intanto due sensi diversi: istituzioni statali senza determinazione e le antiche istituzioni repubblicane elettive.

La parola re torna a indicare i capi dei popoli barbari, con netta distinzione, nella diplomazia romea (bizantina) tra basileus-imperator e rex, in greco, con latinismo, ῥήξ, ῥηγός. Ed ecco i re Alarico, Teodorico, Clodoveo, Alboino… finché il re dei Franchi e dei Longobardi, Carlo, non si proclamò imperatore, con titolo dichiaratamente superiore a re; anzi sacro, mentre i re erano considerati accidenti politici transitori. Ma l’imperatore d’Occidente, come il papa, entrambi sovrani del mondo nel temporale e nello spirituale, erano, e il papa lo è, elettivi, anche se da parte di ristretti collegi; come del resto oggi il presidente degli Stati Uniti.

Tra l’XI e il XII secolo, succede qualcosa di molto particolare in Italia: il Regno d’Italia (dalle Alpi alla Romagna), dal 962 legato a quello di Germania, si dissolse in miriadi di città con tumultuose istituzioni elettive, presto divenute signorie e tirannidi, poi principati con titoli ufficiali di duca; o, da ducem, doge elettivo di Venezia o Genova. Al contrario, i Normanni unificarono a viva forza e con la politica il Meridione e Sicilia, e nel 1130 Ruggero II s’intitolò re: su titoli e denominazioni sorvolo.

Tale dicotomica situazione proseguì fino all’invasione giacobina del 1776 e al breve ma determinante dominio di Napoleone e Napoleonidi (da giacobini, divenuto imperatore e re, e re i parenti), che, a mano armata, impose istituzioni centraliste e burocratiche, di fatto conservate anche dopo di lui. Scusate la fretta, ma ci vorrebbe un libro intero, e io l’ho scritto: Storia delle Italie; notate il plurale.

Tra il 1796 e il 99 c’erano state delle repubbliche sedicenti democratiche, poi mitizzate da certi posteri, ma di vita non solo breve, ma dipendente dai giacobini francesi; lasciando comunque una memoria ideologica di rilievo. Nel 1814-15, invece tutta l’Italia era monarchica, eccetto S. Marino. Rinacquero o nacquero: Regno di Sardegna; Principato di Monaco; Regno austriaco Lombardo-Veneto; Ducati di Lucca. Parma, Modena; Principato di Massa; Granducato di Toscana; Napoleone “imperatore” dell’Elba; Stato della Chiesa; Regni di Napoli e di Sicilia, nel 1816 Regno Due Sicilie. Massa venne annessa a Modena; in due diversi momenti, Elba e Lucca alla Toscana. Tutte monarchie, tranne, nel 1849, un’eroica ma poco consistente Repubblica Romana, stroncata dalla Repubblica Francese di Luigi Bonaparte, dal 1852 Napoleone III. Fu uno dei tanti episodi, generalmente violenti, di conflitto tra liberali e democratici. E i reazionari? Detto in generale, stavano a guardare, ed erano poco reazionari, al più dei liberali moderati monarchici.

Tali erano le costituzioni modellate sulle istituzioni britanniche, con parlamenti eletti dagli abbienti. Lo Statuto Albertino del 1848, poi esteso alle annessioni e a tutta Italia, prevedeva che il potere esecutivo restasse al re con nomina del governo, e a senato e camera il legislativo; subito le cose andarono diversamente, e i governi vennero fatti e disfatti dai partiti.

Il 17 marzo 1861, una stringatissima legge assegnava il titolo di re d’Italia a Vittorio Emanuele II, fino a quel momento titolato re di Sardegna. Venivano così abrogati tutti i troni italiani, e anche gli innumerevoli feudi dei Savoia; e i troni di Cipro e Gerusalemme pretesi da Savoia e Borbone, come del resto da mezza Europa. Intanto il Principato di Monaco, incluso nel Nizzardo, era passato sotto l’egida francese; e Pio IX si era dichiarato anche re.

A Vittorio Emanuele, morto il 9 gennaio 1878, successe Umberto I, ucciso da un anarchico il 29 luglio 1900. Gli successe l’unico figlio suo e di Margherita di Savoia, Vittorio Emanuele III. Era stato fatto sposare a Elena, figlia del principe, poi re di Montenegro; attraverserà, e non solo da testimone, tutte le complesse vicende della nostra storia: spedizione in Cina; costituzionalizzazione dei socialisti; guerra di Libia; Prima guerra mondiale; conflitto civile 1919-22; governi fascisti; Patti Lateranensi con la Chiesa; guerra d’Etiopia e proclamazione a imperatore; conquista e titolo di re d’Albania; guerra di Spagna; Seconda guerra mondiale. A questi eventi, partecipò con istituzionale osservanza dello Statuto, firmando tutti i decreti e le leggi dei governi liberali e del fascismo.

Divenne attore consapevole il 25 luglio 1943, nominando Badoglio e con lui guidando la defascistizzazione dello Stato; e nel confuso avvenimento dell’8 settembre, fortunosamente riparando a Brindisi e a Salerno sotto la protezione angloamericana. Riportato a Roma, cedette i poteri (o quel che ne restava) all’erede Umberto, per due anni “luogotenente del Regno”, e il 9 maggio 1946 re Umberto II. Di ciò, speriamo, a suo tempo.

E i repubblicani? Lo erano i mazziniani, i garibaldini, i socialisti e comunisti, poeti come Cavallotti o Carducci da giovane, e anche non pochi fascisti della prima ora. Dopo l’armistizio del 1943, e nelle tumultuose vicende che seguirono, venne costituita la Repubblica Sociale Italiana (Rsi). I reduci e nostalgici ne fecero un mito più che un argomento. Ne è nota la storia militare e bellica, meno nota quella civile, con i Punti di Verona e con la funzionante continuità amministrativa e finanziaria. I reduci, e quasi tutti i neofascisti, si dichiararono repubblicani. Fino agli anni 1970 ebbero qualche vita alcuni partiti e movimenti monarchici.

Ci sono monarchie, in Europa: Belgio, Danimarca (con o senza Far Oer e Groenlandia), Gran Bretagna, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Norvegia, Paesi Bassi (Olanda), Spagna, Svezia; e, in un certo senso, Andorra; e il Vaticano. Ci sono pretendenti ai troni dei cessati Regni e Imperi o di detronizzate dinastie: Asburgo, Borbone Due Sicilie, Borbone Spagna pretendenti Due Sicilie, Hohenzollern Romania, Romanov, Stuart… e aggiungiamo l’oggi noto Pahlavi dell’Iran; in Francia, per non farsi mancare niente, ce ne sono due, un Borbone Navarra e un Borbone Orléans. In Italia… omissis.

L'articolo Di re, regnanti e repubbliche: una “storia delle Italie” di corona in corona, da Italo ai giorni nostri sembra essere il primo su Secolo d'Italia.






Загрузка...


Губернаторы России

Спорт в России и мире

Загрузка...

Все новости спорта сегодня


Новости тенниса

Загрузка...


123ru.net – это самые свежие новости из регионов и со всего мира в прямом эфире 24 часа в сутки 7 дней в неделю на всех языках мира без цензуры и предвзятости редактора. Не новости делают нас, а мы – делаем новости. Наши новости опубликованы живыми людьми в формате онлайн. Вы всегда можете добавить свои новости сиюминутно – здесь и прочитать их тут же и – сейчас в России, в Украине и в мире по темам в режиме 24/7 ежесекундно. А теперь ещё - регионы, Крым, Москва и Россия.


Загрузка...

Загрузка...

Экология в России и мире




Путин в России и мире

Лукашенко в Беларуси и мире



123ru.netмеждународная интерактивная информационная сеть (ежеминутные новости с ежедневным интелектуальным архивом). Только у нас — все главные новости дня без политической цензуры. "123 Новости" — абсолютно все точки зрения, трезвая аналитика, цивилизованные споры и обсуждения без взаимных обвинений и оскорблений. Помните, что не у всех точка зрения совпадает с Вашей. Уважайте мнение других, даже если Вы отстаиваете свой взгляд и свою позицию. Smi24.net — облегчённая версия старейшего обозревателя новостей 123ru.net.

Мы не навязываем Вам своё видение, мы даём Вам объективный срез событий дня без цензуры и без купюр. Новости, какие они есть — онлайн (с поминутным архивом по всем городам и регионам России, Украины, Белоруссии и Абхазии).

123ru.net — живые новости в прямом эфире!

В любую минуту Вы можете добавить свою новость мгновенно — здесь.






Здоровье в России и мире


Частные объявления в Вашем городе, в Вашем регионе и в России






Загрузка...

Загрузка...





Друзья 123ru.net


Информационные партнёры 123ru.net



Спонсоры 123ru.net