Garlasco, una settimana che riapre tutto: Sempio, Stasi e i nuovi nodi dell’inchiesta
Il caso di Garlasco non smette di riaffacciarsi nel dibattito pubblico con la forza di una ferita mai davvero chiusa. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la settimana appena trascorsa ha concentrato una serie di sviluppi che hanno riportato l’inchiesta al centro dell’attenzione, alimentando dubbi, riletture e nuove aspettative giudiziarie. Quello che per lungo tempo era apparso come un capitolo archiviato continua invece a mostrarsi come una storia incompleta, attraversata da snodi irrisolti e domande rimaste senza una risposta condivisa.
L’ipotesi di un processo e il ruolo di Sempio
A un anno dalla riapertura delle indagini, la Procura di Pavia sembra avvicinarsi a una possibile svolta formale. L’ipotesi di un rinvio a giudizio per Andrea Sempio, fino a poco tempo fa considerata solo una possibilità teorica, ha assunto contorni più concreti. La sua figura, per anni rimasta ai margini del racconto giudiziario, è ora inserita in un quadro investigativo più definito, costruito attraverso nuovi accertamenti tecnici e una revisione complessiva degli elementi raccolti.
Impronte, DNA e il nodo dei sedici minuti
Nel corso della settimana sono tornati sotto i riflettori alcuni elementi chiave dell’inchiesta. Impronte rivalutate con strumenti più avanzati, tracce genetiche definite fragili ma giudicate significative e una nuova analisi dei tempi dell’omicidio hanno contribuito a ridisegnare la cronologia dei fatti. In particolare, il riferimento a un intervallo di sedici minuti e a un video ritenuto centrale nella ricostruzione ha riaperto interrogativi su movimenti, presenze e responsabilità in una fase cruciale della mattina del delitto.
Stasi, una presenza che non si dissolve
Nonostante la condanna definitiva, il nome di Alberto Stasi continua a restare al centro del dibattito. La presenza del suo DNA su un contenitore di Estathé, già nota ma tornata a essere discussa, rimane uno dei punti più controversi dell’intera vicenda. C’è chi la considera una traccia compatibile con una frequentazione abituale della casa e chi, al contrario, la vede come un elemento mai completamente chiarito, capace ancora oggi di alimentare dubbi sulla dinamica dell’omicidio.
Lo scontro delle narrazioni e il caso mediatico
La settimana è stata segnata anche dallo sfogo pubblico di Andrea Sempio, che ha respinto ogni accusa definendosi il “colpevole desiderato” e indicando apertamente Stasi come responsabile del delitto. Dichiarazioni che hanno rafforzato la polarizzazione attorno al caso, trasformando l’inchiesta in uno scontro sempre più acceso tra versioni incompatibili dei fatti, dove la dimensione giudiziaria e quella mediatica si intrecciano in modo inestricabile.
Un’inchiesta ancora aperta nella coscienza collettiva
Il bilancio di questi giorni restituisce l’immagine di un’indagine tutt’altro che conclusa. Tra sentenze passate e nuovi elementi che chiedono di essere valutati, Garlasco continua a rappresentare uno dei nodi più complessi e divisivi della cronaca italiana. In attesa delle prossime decisioni della Procura, il caso resta sospeso, capace ancora di mettere in discussione certezze e di riaprire una storia che il tempo non è riuscito a chiudere.
