Chivasso, sequestrati treno e camion dopo lo scontro
CHIVASSO. Sono stati sequestrati entrambi i mezzi coinvolti nell’indagine per disastro ferroviario colposo della procura di Ivrea, dopo lo scontro tra camion e treno. L’incidente è avvenuto alle 15 dello scorso mercoledì lungo la linea ferroviaria a binario unico che collega Chivasso a Ivrea, all’altezza del passaggio a livello della frazione Montegiove. Proseguono a ritmo serrato le indagini del pm Alessandro Gallo, sulla base delle annotazioni della Polfer e dello Spresal dell’Asl/To4, che si è occupato di verificare tematiche inerenti alla sicurezza sul lavoro. Gli accertamenti proseguono anche sulle segnalazioni acustico-visive, che sembrano aver funzionato da una prima ricognizione. Analisi saranno fatte anche sulla scatola nera del treno.
Avrebbe comunque giocato un ruolo cruciale, a primo acchito, la prontezza del macchinista, che si sarebbe accorto del mezzo di traverso sui binari. Più complessa è la posizione dell’autista, oggetto di valutazione in questo momento. Lui ha detto di aver iniziato la manovra con le barriere ancora alzate, anche se le sue dichiarazioni sono al vaglio insieme ad altre testimonianze.
Da verificare, anche, il perché l’uomo sia sceso dal mezzo invece di proseguire sfondando le barriere, che sono facilmente rimuovibili. A molti l’incidente è sembrato un dejavu del 23 maggio 2018, quando avvenne quello che costò la vita al macchinista di Ivrea Roberto Madau e al membro della scorta tecnica del tir con cui si scontrò il treno, Stefan Aurelian, sul passaggio a livello di Arè di Caluso. Resta la questione della presenza di passaggi ormai desueti e pericolosi sulla Torino-Aosta, solo in parte smantellati. Quello di Arè, ad esempio, è stato soppresso lo scorso mese di dicembre (a 7 anni dall’incidente) al termine della realizzazione di una viabilità alternativa. Sono 610 i passaggi a livello in Piemonte. Rfi ne ha già soppressi 23 ed ha investito 7 milioni di euro nel piano. I prossimi interventi già programmati prevedono la chiusura di una ventina di attraversamenti in tutta la Regione, di cui sei a Ivrea. Il disastro ferroviario è un reato che deriva dal pericolo alla pubblica incolumità: l’accusa prescinde dal verificarsi o meno dell’evento. Se non accade la pena prevista va da 1 a 5 anni, se succede, invece, da 3 a 12.
