Lorenzo Parelli, gli studenti protestano contro l’alternanza scuola-lavoro a quattro anni dalla morte del ragazzo
Quattro anni dopo la morte di Lorenzo Parelli, gli studenti tornano a protestare contro i Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Questa mattina la Rete degli Studenti Medi del Lazio ha organizzato flash mob davanti al liceo Plinio Seniore di Roma e in diversi istituti della regione, da Viterbo a Latina, per ricordare lo studente morto durante un percorso di ex alternanza scuola-lavoro e chiedere l’abolizione definitiva di questi programmi. Parelli aveva 18 anni, era nato in provincia di Udine e frequentava il quarto anno di meccanica industriale all’Istituto di Formazione Professionale Bearzi. Il 21 gennaio 2022 si trovava in un’azienda metalmeccanica per uno stage formativo. Avrebbe dovuto concluderlo la sera stessa. Durante il turno, una barra d’acciaio di circa 150 chilogrammi lo ha schiacciato, uccidendolo sul colpo. La sua morte ha riacceso il dibattito nazionale sull’alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto, senza però – secondo le organizzazioni studentesche – produrre cambiamenti sostanziali. “Sono passati quattro anni e non è cambiato nulla”, denuncia la Rete degli Studenti Medi Lazio. “Lorenzo non è stato l’ultimo”.
Gli studenti ricordano anche altri due casi: Giuseppe Lenoci, morto nel 2022 in un incidente stradale mentre viaggiava su un furgone dell’azienda, e Giuliano De Seta, deceduto in una fabbrica in Veneto. Entrambi morti durante le ore di Pcto. Accanto alle vittime, denunciano, ci sono decine di infortuni. “Oltre a loro sono tanti gli studenti rimasti feriti durante l’alternanza”, dichiara Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Lazio, “tra questi Samuele, uno studente di Rieti, il cui braccio è stato gravemente lesionato da un tornio mentre svolgeva le ore di Pcto”. Per la Rete, gli episodi non sono riconducibili a singole fatalità, ma a un impianto che espone studenti minorenni e neodiplomandi a contesti produttivi senza garanzie sufficienti. “La morte di Lorenzo Parelli non è un incidente sfortunato, ma il risultato di un sistema che sfrutta il lavoro studentesco”, denuncia Piergentili, “quello che viene presentato come progetto formativo abitua invece i ragazzi a precarietà e mancanza di tutele”.
Le iniziative di oggi si inseriscono in una mobilitazione che prosegue dal 2022. In questi anni il tema della sicurezza nei Pcto è stato più volte affrontato dal governo e dal ministero dell’Istruzione, con l’introduzione di protocolli, linee guida e percorsi sulla sicurezza. Misure che, per gli studenti, restano insufficienti. La richiesta resta invariata: abolire i Pcto e ripensare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro. “Basta morti di scuola, vogliamo una scuola sicura”, è lo slogan rilanciato durante i flash mob. Un messaggio che, a quattro anni dalla morte di Parelli, continua a essere al centro della contestazione studentesca e che torna ciclicamente davanti agli istituti, senza che – secondo chi protesta – il quadro complessivo sia cambiato.
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