Elisabetta Cocciaretto rivela dopo la vittoria a Hobart: “Ultime 24 ore turbolente, mi sento più matura”
Elisabetta Cocciaretto affronterà in maniera un po’ particolare il suo esordio negli Australian Open 2026. La marchigiana è reduce dalla settimana di Hobart, dove ha conquistato il suo secondo titolo nel circuito WTA, sconfiggendo con un duplice 6-4 l’americana Iva Jovic. Un percorso fantastico per Cocciaretto, iniziato dalle qualificazioni e sublimato dalla conquista del trofeo.
Ci sono però dei risvolti che non si conoscevano. “Le ultime 24 ore sono state piuttosto turbolente“, ha raccontato ai microfoni a Melbourne. “Non sono stata benissimo di pancia e ho cercato di recuperare al meglio, dormendo molto. Stamattina poi ho viaggiato per arrivare qui. In queste 24 ore, però, è compresa anche la finale, ed è stato un momento molto emozionante“.
Dopo la semifinale, ha ammesso, non era affatto sicura di scendere in campo: “Sono stata davvero male e sinceramente ero titubante se giocare o no. Poi, piano piano, mi sono ripresa. Il mio allenatore, Fausto (Scolari, ndr.), mi ha stimolata tantissimo: non caricandomi in modo eccessivo, ma invitandomi semplicemente a provare e a dare il meglio con quello che avevo. Alla fine ci sono riuscita e ne sono stata davvero felice“.
Il confronto con il primo titolo (Losanna 2023) mette in luce la crescita personale: “In quel momento ero più giovane, più inconsapevole. Ero felicissima, forse fin troppo, e dopo c’è stato un calo. Oggi invece sono più matura: è stata una bella settimana, ma so che ne inizia subito un’altra e ho già la testa al prossimo impegno“.
Un aspetto tipico del tennis, spiega, è proprio questo: “Il lato brutto, tra virgolette, è che non hai nemmeno il tempo di festeggiare che sei già proiettata verso un altro torneo, e che torneo“. L’approccio al primo turno in Australia, però, non la coglie impreparata: “Una situazione simile l’avevo già vissuta a Shenzhen, quando dopo una finale il giorno dopo ero scesa in campo per le qualificazioni di un altro torneo“.
Ora la priorità è recuperare: “Oggi e domani li userò per riposare, allenarmi e adattarmi al campo. Martedì darò il meglio di me. Il mio obiettivo è sempre lo stesso: dare il massimo ogni giorno. Poi il risultato verrà di conseguenza. Se l’avversaria sarà più forte, bene; se lo sarò io, meglio“.
Riguardo al prossimo incontro con l’austriaca Julia Grabher, ricorda un precedente di qualche anno fa (vittoria dell’azzurra 6-4 7-5 nel 2022): “Ci ho già giocato tre o quattro anni fa. È molto forte fisicamente, resistente, colpisce forte. Negli ultimi anni non ci siamo più affrontate, ma il mio gioco può darle fastidio. Vedremo come andrà: ogni partita fa storia a sé“. Infine, un dettaglio curioso sul trofeo conquistato: “Era troppo grande per portarlo con me, quindi me lo manderanno direttamente a casa“.
Dichiarazioni da Vanni Gibertini
