Gaza, 3 morti per il forte vento. Oxfam: “Popolazione ancora senza acqua potabile. Per le infrastrutture idriche servono 800 milioni”
Ancora morti a Gaza nei campi dove centinaia di migliaia di sfollati vivono in condizioni di vita catastrofiche. Il forte vento ha fatto crollare le tende e almeno tre persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite. Lo riporta il Guardian citando fonti dell’ospedale Shifa a Gaza City. Mentre il ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che un altro bambino di un anno è morto di ipotermia durante la notte.
A 100 giorni dal cessate il fuoco, i bisogni della popolazione rimangono disperati. “A Gaza manca ancora l’acqua e i materiali per ricostruire a causa del blocco imposto da Israele” denuncia Oxfam. L’organizzazione, alla quale Israele ha negato la registrazione per continuare la sua attività nella Striscia, sta continuando a lavorare. Seppure nell’incertezza legata ai nuovi requisiti di registrazione imposti dalle autorità e tra continue interruzioni di corrente e carenza di aiuti. Un’attività che si sta concentrando anche sul tentativo di ripristino dei pozzi d’acqua vitali, setacciando persino le macerie per recuperare e riutilizzare materiali danneggiati, comprese le lamiere. “I pozzi ripristinati da Oxfam – fa sapere l’organizzazione in una nota – si trovano a Gaza City e Khan Younis, e portano acqua ad almeno 156mila persone”. Inoltre “sono in corso lavori su altri otto pozzi e due stazioni di pompaggio che dovrebbero tornare operativi entro febbraio, garantendo acqua potabile ad altre 175mila persone“.
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