Giustizia: il Tar dice no alla sospensione urgente della delibera sulla data del referendum
All’indomani della firma da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del dpr sulla data del referendum sulla giustizia, che Il Cdm ha fissato al 22 e 23 marzo, nel rispetto dei termini di legge che richiedevano l’individuazione delle date entro e non oltre il 17 gennaio, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con decreto cautelare monocratico, ha respinto la richiesta del ‘Comitato promotore della raccolta di firme popolare per il Referendum sulla Giustizia’ per ottenere la sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio e del dpr conseguente con cui è stata fissata, per i giorni 22 e 23 marzo 2026, la data di celebrazione del Referendum.
Prossimo passo l’udienza collegiale
La domanda cautelare di sospensiva verrà ora esaminata nell’udienza collegiale fissata per il prossimo 27 gennaio. “Sussistendo le ragioni di urgenza richieste” – è stata infatti accolta l’istanza con cui i ricorrenti chiedevano ‘l’abbreviazione alla metà dei termini processuali riferibili alla celebrazione della camera di consiglio deputata alla trattazione collegiale della domanda cautelare’, “sussistendo le ragioni di urgenza richieste”.
Avvocato del Comitato promotore: soddisfatti per udienza a breve
Interpellato dall’Adnkronos, l’avvocato Pietro Adami che insieme all’avvocato Carlo Contaldi La Grotteria rappresenta i promotori della raccolta firme, ha commentato ”Il Tar è stato molto sensibile alla nostra richiesta e come sempre la giustizia amministrativa è molto celere – afferma all’Adnkronos l’avvocato – Nonostante non ci abbia potuto dare una sospensione immediata del provvedimento ci ha dato però un’udienza in un termine molto breve, il 27 gennaio e per questo siamo molto soddisfatti”.
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