“La mia gatta Molly rapita e torturata, voglio la verità. È stato straziante vedere mia figlia salutarla un’ultima volta prima dell’eutanasia”: la denuncia di Hosna Chouik
“È stato straziante vedere mia figlia di 8 anni dover salutare la nostra gatta Molly” ha raccontato Hosna Chouik, padrona della gattina che il primo giorno dell’anno è stata rapita e torturata a Camponogara, in provincia di Venezia. La 49enne, operatrice sanitaria, ha ricostruito gli eventi in un’intervista ai media locali. “Verso le 17 sono uscita di casa, Molly era sul terrazzo, come sempre. Quando sono tornata lei non c’era ancora, questo mi ha allarmata” ha raccontato Hosna. Come riportato da Il Messaggero, la donna ha aspettato la gatta per tutta la notte, ma l’animale non è rincasato. Poi, su Facebook, la triste scoperta: “Ho visto un post sulla nostra gattina”. Sull’annuncio c’era scritto che l’animale era stato ritrovato a Fossò. Il micio era in pessime condizioni: “Trascinava le zampe anteriori, era conciata male. Un passante l’ha vista e l’ha soccorsa”.
Hosna Chouik e la figlia si sono recate immediatamente nella clinica veterinaria del paese, dove hanno rivisto la gatta. “Le hanno rotto la colonna vertebrale in due punti, fratturato il bacino, spappolato una zampina e spezzato una zampa posteriore“, ha raccontato la 49enne. La signora ha aggiunto un dettaglio: la rasatura sulla schiena. Secondo il veterinario, la gattina sarebbe stata investita da un’auto. La donna non concorda: “Io non ci credo. La nostra Molly è stata rasata, per me è evidente”. A rafforzare i sospetti di Hosna è il ritrovamento del pelo di animale vicino a casa sua.
“È stato straziante. Ho sporto denuncia per maltrattamenti”
Lo scorso 3 gennaio, la signora Chouik ha comunicato alla figlia di dover sopprimere la loro gattina. “È stato straziante, mia figlia si è avvicinata a Molly che alzava la testa per guardarci, poi l’ha salutata per l’ultima volta”. A causa delle ferite gravi, al gatto è stata effettuata l’eutanasia. Hosna ha dichiarato di aver sporto denuncia per maltrattamenti. “Capisco che per qualcuno può trattarsi ‘solamente’ di un gatto, ma per noi è inconcepibile ridurre un animale indifeso in quelle condizioni” ha detto. La signora ha contattato la vicesindaca di Camponogara, affinché vengano visionate le immagini delle videocamere della zona. “Voglio la verità, voglio capire chi ha agito con così tanta cattiveria contro Molly“.
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