Gabriele, 100 al turno: «Momento importante dopo 5 anni di crescita»
IVREA. Ha completato il suo percorso all’indirizzo di Scienze applicate del liceo Gramsci con 100 e lode Gabriele Tacca, 18 anni, eporediese. Appassionato di matematica, ora si prepara a entrare all’università.
Ha completato l’esame con il massimo dei voti, ottenendo anche la lode, è un risultato notevole. È contento?
«Vedo nel risultato in sé un’importanza relativa. Ciò che per me conta davvero è il percorso intrapreso. Il numero sul diploma è sicuramente un motivo di soddisfazione personale, perché corona nel modo migliore i cinque anni di liceo. La vera lode, tuttavia, sono i legami che ho potuto intessere con compagni e docenti, ai quali voglio esprimere profonda gratitudine e riconoscenza».
Ha già in mente come proseguire il suo percorso?
«Ho da poco effettuato la pre-iscrizione a Matematica, all’Università di Torino. Lo studio della matematica, infatti, porta a un tipo di formazione nella quale si integrano rigore logico, ingegno e creatività. La disciplina mi affascina molto, per questo desidero scavare nei suoi costitutivi essenziali».
Come giudica l’indirizzo di studi scelto? Ha soddisfatto le aspettative che aveva quando è entrato 5 anni fa?
«Sì, sono contento della scelta fatta. Al Gramsci è entrato un tredicenne con la mascherina sul volto, inconsapevole e dubbioso, costretto a una decisione importante in una fase della vita nella quale spesso non si possiedono ancora i giusti strumenti per prenderla con consapevolezza. Il bilancio è estremamente positivo, la formazione solida e diversificata, la crescita tangibile. Ho abitato un ambiente stimolante e ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi resteranno nel cuore a lungo».
Crede che quanto studiato le sarà utile per il futuro?
«Le conoscenze potrebbero anche dileguarsi in fretta, ma sicuramente conserverò per il futuro i ricordi e le competenze acquisite qui».
L’utilità dell’esame di maturità è stata messa in discussione con varie proteste. Ritiene che come è ora sia valido nell’attestare la preparazione degli studenti?
«L’esame di maturità sicuramente non attesta la preparazione degli studenti, né tanto meno valorizza il loro percorso individuale. Gli sforzi quotidiani e l’impegno si riducono a una tripla performance, pesantemente influenzata da molteplici variabili, spesso imprevedibili. Resta comunque un momento simbolico, che va osservato come opportunità per concludere con gioia la propria vita tra i banchi. Se l’esame non cambia deve cambiare il nostro modo di esperirlo: conferiamogli la giusta importanza».
