Una mostra racconta i 70 anni dell’Ivrea canoa club
IVREA
Sarà inaugurata oggi pomeriggio, venerdì 11, alle 18 in sala santa Marta, la mostra fotografica che ripercorre i 70 anni di storia della canoa eporediese, attività che ha dato lustro alla città, portandola sulle più importanti ribalte internazionali (Olimpiadi in primis). Il merito va a un canale unico al mondo (nessun impianto naturale è inserito in un contesto urbano come quello della Dora) e a un instancabile lavoro da parte di atleti, dirigenti, tecnici e volontari, il cuore pulsante dell'Ivrea canoa club. «Ma il merito più grande – sottolinea Roberto D’Angelo, olimpionico 1972, atleta e tecnico di livello mondiale – va ascritto a quel personaggio illuminato che ha reso Ivrea qualcosa di straordinario: Adriano Olivetti. È stato lui a sostenere i primi sforzi, così come ha fatto per altri sport nei quali ancora oggi Ivrea è ai vertici nazionali, le bocce e la scherma».
D’Angelo ha curato, assieme al fratello Giuseppe, la mostra, che si sviluppa attraverso sette aree tematiche: le origini, la storia, la sede, le gare sulla Dora, l’evoluzione dei loghi del club e la comunicazione, i risultati sportivi e il canale, dalle sue origini all’odierna conformazione. Con il materiale fotografico e le relative didascalie, saranno esposte anche alcune canoe e l’equipaggiamento degli atleti, in una sorta di percorso evolutivo dei materiali sportivi. Ci sarà anche una piccola selezione della miriade di trofei, medaglie, diplomi e riconoscimenti che nei suoi settant’anni di storia il club ha conquistato. Buona parte del materiale iconografico che sarà esposto in Santa Marta è contenuto nel volume “La canoa, una storia eporediese”, realizzato sempre da Roberto D’Angelo, pubblicato nel 2008: «Già negli anni Settanta, nel momento top della mia carriera agonistica – racconta – collaborai con Carlo Brizzolara per la realizzazione del manuale “La canoa d’acqua viva”, un volume ancora oggi attuale dedicato alla tecnica della canoa, frutto di innumerevoli pagaiate sulla Dora». La mostra vuole essere un amarcord, ma anche un monito: «La tecnica, gli allenamenti sempre più scientifici e la preparazione sono elementi che sicuramente portano a grandi risultati – analizza D’Angelo – ma oggi vedo poca spontaneità, rispetto ai nostri tempi. Io, mio fratello e Mario Di Stazio andammo alle Olimpiadi di Monaco 1972 praticamente senza un allenatore, senza una preparazione specifica, ma animati da passione e voglia di divertirci. La canoa va spinta con la pagaia, ma anche dall’entusiasmo e dall’emozione: mi auguro che la celebrazione dei 70 anni possa trasmettere questo messaggio alle nuove generazioni».
La mostra resterà aperta anche domani e domenica, dalle 10 alle 19, mentre sabato prossimo, 19 luglio, al parco Donne della Resistenza di via Dora Baltea è in programma un open talk (un’intervista pubblica informale) condotto dal giornalista Rai Franco Bragagna, che dialogherà con Giovanni De Gennaro (medaglia d’oro lo scorso anno alle Olimpiadi di Parigi) e con i fondatori dell’Ivrea canoa club. Anche il pubblico potrà intervenire, per porre domande agli ospiti.
