Disagi continui per i pendolari, ritardi e treni soppressi a metà corsa
IVREA. Ancora disagi sulla linea ferroviaria Ivrea-Chivasso-Torino. Maurilia Ognibene, pendolare, segnala che negli ultimi giorni il treno n. 2717 da Torino a Ivrea, in partenza da Chivasso alle 7.52, da giorni arriva con notevole ritardo a Ivrea, da un minino di 30 a 50 minuti. I problemi sono quasi sempre dovuti a passaggi a livello guasti con conseguenti incroci che saltano con altri treni in direzione contraria provocando ulteriori ritardi. Giovedì l'episodio emblema della pessima situazione della linea: il 2717 era partito in orario da Chivasso ma si è bloccato presso la stazione di Montanaro. Dopo una ventina di minuti è ripartito, ma viaggiava a passo d'uomo finché alla stazione di Rodallo è stato soppresso.
«Il capo treno ha comunicato di scendere solo ai viaggiatori della carrozza di testa, noi sulle altre carrozze abbiamo capito che dovevamo scendere solo perché vedevamo persone sulla banchina – aggiunge Ognibene - tant'è che abbiamo aspettato il locale da Novara che invece di arrivare alle 8.27 è arrivato alle 9. In conclusione sono arrivata a Ivrea 1 ora e mezza in ritardo». Sul treno, per la cronaca, viaggiano medici della cardiologia, della medicina, della radiologia, e infermieri, E pure del personale in servizio in tribunale per i quali, arrivare in ritardo, significa dover rinviare udienze. La situazione sulla linea è vergognosa e certamente non incentiva al suo utilizzo, tutto questo in barba alla tanto sventolata riduzione del traffico veicolare e alla necessità di collegare i centri periferici in modo efficiente anche per renderli attrattivi per poterci lavorare.
Dieci giorni fa, in risposta a una interrogazione del Pd regionale, l’assessore Marco Gabusi ha difeso la situazione, definendola generalmente positiva: «Sulla tratta Ivrea-Torino le percentuali di puntualità (arrivi entro i 5 minuti) sono stabili al 91% nei mesi di marzo, aprile e maggio, seppure non manchino singoli disservizi». Gabusi ha precisato che i ritardi, secondo le rilevazioni ufficiali, rientrano in limiti accettabili e non riflettono le condizioni critiche delle ore di punta. Ha inoltre bollato come “non credibili” le critiche eccessivamente allarmistiche.
Il consigliere regionale Alberto Avetta, però, non è dello stesso avviso. E dopo l’ennesimo episodio non trattiene una battuta: «La prossima volta che il presidente Cirio e l’assessore Gabusi verranno a Ivrea, li inviterò a prendere il treno con me». E poi annuncia il deposito dell’ennesima interrogazione urgente in consiglio regionale. Il punto sul quale Avetta invita a riflettere però, va oltre e non ha niente a che vedere con un botta e risposta politico: «Un servizio ferroviario inefficiente rappresenta un freno allo sviluppo economico dei territori. Ivrea, per ciò che esprime oggi, per le sue potenzialità e per i suoi cittadini, merita un collegamento metropolitano con Torino efficiente. Come possiamo pensare che aziende e servizi reclutino personale se poi arrivare al lavoro è così complicato?» .
