Il Comune di Grado ad Augusto Viola: è il nono commissario dal 1977
GRADO La Regione ha nominato il commissario in sostituzione del sindaco Claudio Kovatsch. Si tratta di Augusto Viola già segretario generale del Consiglio regionale ed ex dirigente, tra gli altri incarichi, delle Autonomie locali.
Il suo più recente incarico è stato quello di commissario dell’Edr (Ente decentrato della Regione) di Pordenone.
Il commissario Augusto Viola, classe 1955, avrà i poteri esercitati da sindaco, giunta e consiglio comunale. L’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti ha firmato il decreto venerdì pomeriggio ed è quindi pressoché certo che il commissario, il nono dal 1977 ad oggi, arriverà a Grado già lunedì.
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Il consiglio comunale è inoltre definito “in sospeso con decorrenza immediata e sino alla data dello scioglimento” dello stesso che avverrà ufficialmente con decreto del presidente della Regione, presumibilmente in occasione della prossima riunione di giunta. Così l’assessore Roberti: «Ringrazio Viola che saprà assicurare la competenza necessaria a garantire la provvisoria amministrazione del Comune visto anche il curriculum di spessore e le sue qualificate esperienze come dirigente dell'amministrazione regionale e segretario generale del Consiglio del Friuli Venezia Giulia».
L’assessore regionale ha colto altresì l’occasione per ringraziare Claudio Kovatsch «per il lavoro svolto a favore della comunità».
Nove commissari a Grado
A Grado pare essere una consuetudine quella del commissario. Compreso Viola, dal 1977 a oggi si sono succeduti ben nove commissari durante 5 periodi di “vacanza”. Un tempo i commissari erano di nomina prefettizia.
La presenza dei commissari comincia nel maggio del 1977: a sbarcare per primo a Grado fu il viceprefetto vicario di Gorizia, Isaia Noè Laveder sostituito, poco dopo, da Giovanni Manganaro.
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La presenza dei commissari di allora era derivata dalla crisi avvenuta fra Dc e Psi che guidavano la città (sindaco Giovanni Vio). Dopo la nuova tornata elettorale viene eletto sindaco il democristiano Mario Dino Marocco che portò a compimento il suo mandato.
Altro periodo burrascoso, politicamente parlando, quello accaduto nel lasso di tempo (dal 1983 al 1987) durante il quale alla guida della città ci furono i sindaci Nicolò Reverdito e Fabio Zanetti tanto che dovette arrivare un nuovo commissario prefettizio per il periodo da gennaio ad agosto del 1987.
Si trattò di Guido Cocco. Ma era un periodo in ogni caso particolarmente bollente anche con il passaggio di parte dei repubblicani in Giustizia e Libertà tanto che il ritorno di Fabio Zanetti alla guida della città non durò poi molto. In quel periodo ci fu in ogni caso anche un rimpasto con l’elezione per un breve periodo della prima donna sindaco dell’isola, Monica Salvador.
Anche questa nuova formazione non durò, però, molto tanto che dalla vigilia di Natale del 1988 al 31 marzo del 1989 a reggere le sorti del Comune ci fu un nuovo commissario prefettizio, Flavio Mantini che fu sostituito in corso d’opera dal viceprefetto Vincenzo Panico che guidò Grado alle elezioni che portarono a diventare sindaco Mario Corbatto.
Un’ampia e insolita coalizione da sinistra a destra guidata dal sindaco Silvana Olivotto guidò Grado dal 2007 ma durò solamente fino al 2010 quando giunse nell’isola come commissario indicato dalla Regione, Giovanni Blarasin, che qui rimase sino all’elezione di Edoardo Maricchio a sindaco avvenuta nel 2011.
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Altri problemi, altre incompatibilità e invidie e si arriva all’ennesimo commissariamento con l’arrivo di Claudio Kovatsch che un paio di mesi prima della nuova tornata elettorale rassegna le dimissioni per poter candidarsi a sindaco. Al suo posto giunge come commissario Anna d’Angelo.
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Ma al primo tentativo come candidato sindaco Kovatsch non riesce a spuntarla. Alla guida di Grado compare il sindaco Dario Raugna che porta a termine il suo mandato prima di andare al rinnovo che vede la vittoria di Claudio Kovatsch. E siamo a questi giorni. Kovatsch cade per la dimissioni contemporanee di nove consiglieri (centrosinistra, Delbello e Fratelli d’Italia). Conseguenza: l’arrivo di un nuovo commissario.
