Peste suina, contagiato allevamento di maiali a Pieve del Cairo
PIEVE DEL CAIRO. Un nuovo focolaio di peste suina africana in un allevamento di Pieve del Cairo dove si trovano tremila maiali, quattro dei quali già deceduti a causa del virus. La diffusione della peste suina sembrava arginato, dopo l’abbattimento di 33.865 capi negli allevamenti in provincia di Pavia, dove era già arrivato il virus. Invece ora il virus ricompare, diffondendosi in un nuovo allevamento, il secondo in Lomellina dopo quello di Dorno. Sale quindi a nove il numero dei focolai accertati in provincia.
Il primo era stato individuato il 18 agosto, a Montebello della Battaglia, il secondo il 24 agosto, a Zinasco, in un allevamento che contava un migliaio di capi. Qui circa 400 suini erano deceduti in modo progressivo a partire dai primi di agosto e circa 600, sempre in quel periodo, erano stati inviati dall’allevatore in tre distinti macelli situati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
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A Zinasco, centro al confine tra il Pavese e la Lomellina, le strutture coinvolte sono state complessivamente cinque. Poi la Psa, il 7 settembre, ha raggiunto Sommo e, poco dopo, Dorno. Per interrompere la diffusione di una malattia altamente contagiosa è stato deciso di abbattere 33.865 maiali. Ma ora il nuovo focolaio che alza ulteriormente il livello di allerta, mentre continuano i controlli e le indagini epidemiologiche da parte di Ats. Numeri preoccupanti, se si tiene conto che in Lombardia sono allevati circa 5 milioni di maiali, che rappresentano più del 50% dell'intero comparto nazionale. Un settore che, oltre a rappresentare una delle principali filiere per l'economia agricola regionale, alimenta molte delle più importanti produzioni Dop italiane. A rimarcare la gravità del problema è stata anche l’Unione Europea, che aveva imposto alla provincia di Pavia di ampliare le zone di protezione e sorveglianza, facendo salire a 172 il numero di Comuni in cui sono vietate le movimentazioni di suini e in cui vengono svolti monitoraggi e controlli.
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Misure che, salvo eventuali deroghe da parte dell’Agenzia di tutela della salute, blindano l’intera provincia fino al 18 novembre, come stabilisce l’ordinanza di Ats che tiene conto dell’attuale situazione epidemiologica, dell’aumento dei contagi e, appunto, della direttiva dell’Unione europea.
I Paesi Ue dove attualmente si è diffuso il contagio di peste suina africana sono 14. La commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides aveva detto che si sarebbe impegnata al massimo affinché le regole della regionalizzazione fossero accettate da tutti i nostri partner commerciali. Regola che prevede solo il blocco della commercializzazione di prodotti provenienti dalle zone in cui si è diffusa la malattia.
Stefania Prato
